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​Più potere alle guardie costiere europee

· La commissione Ue rilancia Frontex proponendo di ampliare risorse e margine di azione ·

Sbarco di migranti, salvati in mare, in Spagna (Epa)

Un corpo permanente di 10.000 unità entro il 2020, con personale e mezzi propri, e competenze esecutive con un mandato rafforzato sui rimpatri: è la proposta della Commissione europea per rilanciare l’Agenzia della guardia di frontiera e costiera europea. 

La proposta, annunciata da tempo, viene formalizzata oggi a Bruxelles nell’ambito delle misure giudicate necessarie per arrivare a un compromesso sulla riforma della gestione dei flussi migratori e delle frontiere. Oggi Frontex (come viene comunemente chiamata la Guardia europea costiera e di frontiera) dispone di 1300 persone con mandato a lungo termine e 1500 riservisti mobilitabili. Secondo i piani della Commisione, potrà contare su 3000 dipendenti con mandato a lungo termine, più una riserva di 7000 persone immediatamente mobilitabili. Inoltre disporrà di navi, aerei e veicoli propri. Il budget di 11,3 miliardi di euro proposto nel quadro del prossimo bilancio pluriennale 2021-27 sarà circa sei volte quello attuale. Il potere «esecutivo» è pensato sotto l’autorità e il controllo dello stato membro in cui le guardie saranno dispiegate. Potranno, ad esempio, effettuare controlli di identità, autorizzare o rifiutare l’ingresso ai confini esterni dell’area Schengen, intercettare persone al confine. Oggi il personale dell’agenzia non può fare parte formalmente delle squadre operative: in sostanza, attualmente gli uomini di Frontex non possono portare a termine molte azioni necessarie a controllare efficacemente i confini oppure compiti connessi ai rimpatri, compiti che oggi possono essere svolti solo dal personale degli stati membri.
L’Agenzia potrà anche, previo accordo con il paese interessato, lanciare operazioni congiunte e inviare personale fuori dall’Ue, e anche in stati che non confinano con l’Ue. In ogni caso — ha precisato il commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos — non stiamo proponendo la militarizzazione dell’Unione, né stiamo costruendo una fortezza».

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18 novembre 2018

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