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Più impegno
per la pace in Siria

· ​Appello di Wcc e Pax Christi International ·

Ginevra, 18. A cinque anni dallo scoppio del tragico conflitto siriano il World Council of Churches (Wcc) e Pax Christi International hanno lanciato un appello affinché si intensifichino gli sforzi della diplomazia per porre fine a una situazione di crisi che appare senza precedenti nei tempi recenti, con centinaia di migliaia di morti, quasi cinque milioni di rifugiati e sette milioni di sfollati interni. «Questa guerra in corso rappresenta una delle più grandi sfide politiche e morali del nostro tempo», si legge nella dichiarazione congiunta delle due organizzazioni cristiane da tempo impegnate nella soluzione della crisi siriana e nelle situazioni di conflitto nel Vicino oriente.

Con riferimento ai negoziati di Ginevra, Wcc e Pax Christi International sottolineano poi come «il popolo siriano debba essere al centro della risoluzione del conflitto». In questo senso, «l’aumento degli aiuti alle zone assediate e una tregua nelle violenze hanno dimostrato al popolo siriano che un processo politico potrebbe portare a risultati, contribuendo in tal modo al sostegno per il necessario rilancio dei colloqui di pace». Questo appello, come accennato, è solo l’ultimo di una serie di interventi che sia il Consiglio ecumenico delle Chiese che Pax Christi International hanno dedicato specificatamente al conflitto in Siria. In particolare, quest’ultima ha invitato gruppi, comunità, parrocchie e famiglie cristiane a indire in tutto il mondo una giornata di solidarietà con il popolo siriano, da esprimere anche attraverso il digiuno e la convocazione di incontri di preghiera. Tutte le parrocchie cattoliche sono esortate a includere una speciale preghiera per la Siria nella liturgia del 20 marzo, domenica delle Palme e della Passione del Signore, per chiedere che cessino gli attacchi contro tutti i civili e i bombardamenti delle infrastrutture, che vengano sospesi gli assedi intorno ai centri abitati (per consentire di affrontare numerose emergenze umanitarie) e che i colloqui per una soluzione politica del conflitto portino frutti concreti. 

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