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Più impegno
per il bene comune

· ​Il ruolo della Chiesa nella lotta alla corruzione in Indonesia ·

Jakarta, 2. L’attualità del dibattito sulla corruzione che divide in questi giorni la società indonesiana conferma la necessità di formare una nuova classe politica responsabile e attenta al bene comune. È quanto è stato ribadito nel corso di una conferenza organizzata dalla commissione per l’apostolato dei laici dell’episcopato indonesiano, alla quale hanno partecipato anche numerose personalità cattoliche, intellettuali e rappresentanti dell’associazionismo, impegnate in prima persona sulla scena sociale. 

Un bambino in un sobborgo di Jakarta (Afp)

Per J. Kristiadi, analista politico e esponente di spicco del Centre for Strategic of International Studies di Jakarta, la necessità di organizzare scuole per educare i giovani alla politica con dignità e onesta, è un’emergenza che la Chiesa cattolica in Indonesia deve affrontare al più presto. Secondo Kristiadi, riferisce l’agenzia AsiaNews, il Paese avverte sempre più la mancanza di una generazione di giovani cattolici di valore e desidererosa di impegnarsi per il bene comune. Ci sono certamente alcuni giovani impegnati, avverte, ma essi non hanno ancora un grande peso politico e, qualcuno, è perfino risultato coinvolto in inchieste giudiziarie. È il sintomo, afferma l’analista politico, di una mancata strategia a lungo termine della comunità cattolica indonesiana. Per questo, viene sottolineato, la Chiesa deve con convinzione investire tempo e energie per produrre una classe politica nuova che possa contribuire al bene comune. Una strada che in Indonesia, ha sottolineato Kristiadi, può contare anche sul patrimonio di esperienza lasciato da due sacerdoti gesuiti, l’olandese Joseph Beek e lo svizzero Franz Daehler, i quali sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso, uno dei momenti più difficili per la storia indonesiana, seppero organizzare degli importanti programmi di formazione per una generazione di cattolici che seppe inserirsi con competenza e responsabilità sulla scena pubblica del Paese musulmano più popoloso al mondo.

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