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Più forza alla famiglia

· ​La Conferenza episcopale scandinava riflette su «Amoris laetitia» ·

L’applicazione pastorale dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia, la formazione sacerdotale e l’analisi della situazione sociale con la preoccupazione per il diffondersi di mentalità populiste. Questi i principali argomenti al centro dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale della Scandinavia, che come è noto coordina l’attività dei presuli e delle comunità cattoliche di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. Quattro giorni di lavori che si sono tenuti in Germania, ad Amburgo, per rimarcare soprattutto il legame di solidarietà con la Chiesa tedesca. I cattolici delle diocesi di Amburgo e di Osnabrück, attraverso il lavoro dell’associazione Ansgar-werk, sostengono infatti da mezzo secolo la vita della piccola comunità cattolica — circa 350.000 fedeli — nei paesi nordici. Per questo, nella Mariendom di Amburgo si è svolta nei giorni della plenaria una celebrazione presieduta dal vescovo di Osnabrück, Franz-Josef Hermann Bode, che ha ricordato come per i cattolici vivere in un contesto fortemente secolarizzato «sia non solo una sfida», ma rappresenti anche «la possibilità di seminare». Al centro dei lavori, come accennato, soprattutto la riflessione su Amoris laetitia. All’esortazione post-sinodale di Papa Francesco sull’amore nella famiglia è stata dedicata una giornata di studio con l’aiuto di due esperti teologi in ambito morale e pastorale con l’intento di analizzare — viene spiegato in un comunicato — le «questioni dell’attuazione pastorale». Un lavoro di approfondimento che segue la riflessione che i vescovi avevano già avviato lo scorso anno, quando — parole del presidente della conferenza episcopale, il vescovo di Copenaghen, Czeslav Kozon — Amoris laetitia fu salutata come «un passo importante sul cammino dell’evangelizzazione della famiglia, proprio nei nostri paesi nordici», perché «il Papa non lascia da parte i temi scottanti e molto discussi» ma «li affronta apertamente e con l’atteggiamento di un vero pastore».

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12 dicembre 2017

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