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delle madrase

· ​La lotta in Kyrgyzstan all’estremismo islamico ·

Bishkek, 2. Dal 2014 il Kyrgyzstan — Paese a stragrande maggioranza musulmana sunnita — ha inasprito i controlli sull’insegnamento nelle scuole (soprattutto nelle madrase) con l’obiettivo di contrastare l’estremismo religioso. 

Lo ha fatto in particolare passando al setaccio i curricula di direttori e docenti, i quali devono presentare certificati che attestano una formazione religiosa “dell’islam tradizionale” e un’istruzione laica. Su 101 scuole esaminate, 72 si sono iscritte ai controlli, ma il 92 per cento dei direttori e oltre duecento insegnanti (su 483) sono risultati non possedere i documenti richiesti, abilitanti all’insegnamento. In pratica non avrebbero conseguito un diploma di istruzione superiore sulla religione islamica.
Questo significa — ha dichiarato Abdulla Asrankulov, presidente della Commissione per la certificazione religiosa, citato da AsiaNews — «che perderanno la licenza per l’insegnamento». Il controllo delle competenze dei docenti è stato approvato nel 2014 e rientra nelle iniziative definitive “fondamentali” per ridurre l’incitamento all’estremismo islamico tra i giovani, che spesso si diffonde grazie all’ignoranza sui temi religiosi. Da tempo le autorità hanno espresso preoccupazione per la diffusione di idee radicali nel Paese e il reclutamento dei giovani. Secondo i dati diffusi a metà gennaio, almeno trenta cittadini del Kyrgyzstan sono morti in Siria e in Iraq nel 2015 mentre combattevano al fianco dei militanti del cosiddetto “Stato islamico”. Dal territorio dell’Asia centrale parte un numero sempre maggiore di ragazzi, adescati soprattutto attraverso internet. Di recente il Federal Security Service russo ha parlato di circa tremila foreign fighters reclutati in questi Paesi, dei quali circa cinquecento solo in Kyrgyzstan. Per questo il Governo di Bishkek ha inasprito i controlli sulle scuole islamiche, ricettacolo di propaganda estremista.

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