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Più donne e più Africa

· Il contributo della Santa Sede all’agenda sportiva mondiale ·

Più presenza delle donne, più attenzione all’Africa, più percorsi educativi per i giovani contro il cancro del doping e più sostenibilità ambientale: ecco i quattro punti che caratterizzano l’agenda dello sport mondiale, appena delineata in Corea nella sessione del Comitato olimpico internazionale. A rendere più forte questo messaggio, la storica immagine degli atleti delle due Coree che hanno sfilato insieme, nella cerimonia di apertura, sotto la stessa bandiera, dando valore alla tradizionale “tregua olimpica”. Certo, della ventitreesima edizione dei giochi invernali rimarranno nella memoria soprattutto le medaglie e le belle storie di talento e di coraggio degli atleti. Ma forse queste olimpiadi passeranno alla storia anche per aver ospitato, per la prima volta, una delegazione ufficiale della Santa Sede.

Nella veste di osservatore, la Santa Sede è stata infatti invitata a partecipare alla centotrentaduesima sessione olimpica, una vera e propria assemblea generale, e anche alla cerimonia di inaugurazione. Un segno carico di significato: la Chiesa si fa presente all’interno del movimento olimpico con una delegazione, più o meno allo stesso modo in cui è presente alle Nazioni Unite e negli organismi internazionali, con un rappresentante permanente della Santa Sede. A scanso di equivoci bisogna dire, però, che il Vaticano non parteciperà con una propria squadra di atleti alle competizioni olimpiche. Non è quella la missione della Santa Sede: l’obiettivo è essere presente con la voce della coscienza e della morale, con la saggezza che viene dal Vangelo e dalla conoscenza del cuore dell’uomo.

L’accoglienza riservata alla piccola delegazione è stata particolarmente calorosa; oltretutto la testimonianza di Papa Francesco, universalmente riconosciuta e ammirata, è senz’altro il miglior biglietto da visita anche nell’ambiente sportivo. E le parole del Pontefice per l’apertura delle olimpiadi, poi, hanno suscitato consenso e interesse unanimi, con la riaffermazione dell’impegno della Santa Sede a sostenere ogni utile iniziativa «a favore della pace e dell’incontro tra i popoli», e con l’auspicio che le «olimpiadi siano una grande festa dell’amicizia e dello sport».

Parole che hanno trovato riscontro nei lavori della sessione olimpica, anche riguardo alla lotta contro il doping: un messaggio forte contro la corruzione, in sintonia con le parole che il Papa ha dedicato a questo tema — da lui definito un vero cancro dell’umanità — nei diversi incontri con gli atleti e anche nel messaggio alla conferenza Sport at the service of humanity, svoltasi in Vaticano nell’ottobre 2016.

di Melchor Sánchez de Toca

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24 febbraio 2018

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