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Più dell’estremismo
può la secolarizzazione

· ​Il Forum cattolico-ortodosso promosso dalla Ccee ·

Da alcuni giorni visitatori inusuali si aggirano per i corridori centenari della sede delle Missioni straniere a Parigi, nel cuore stesso della capitale francese. Al posto dei discreti seminaristi, maestose figure in nero camminano accanto a tonache filettate. È in effetti qui che il Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) ha organizzato il suo quinto Forum europeo cattolico-ortodosso, per parlare del timore suscitato dalla minaccia del terrorismo fondamentalista nel vecchio continente. 

Un momento della celebrazione tenutasi nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi

Al termine dei lavori, alla vigilia della pubblicazione del messaggio finale, si è tenuta una celebrazione comune nella cattedrale di Notre-Dame, il cui momento culminante è stata la venerazione eccezionale della Santa Corona di spine da parte dei partecipanti al Forum, alla presenza delle autorità diocesane di Parigi. Nel pullman che li ha portati dalla sede delle Missioni straniere alla cattedrale, uno dei più insigni ospiti dell’incontro, il metropolita Ilarione di Volokolamsk, in rappresentanza del patriarcato di Mosca, ha tenuto una conferenza stampa improvvisata davanti a un gruppetto di giornalisti.
Alla domanda del nostro giornale sul modo in cui le diverse confessioni cristiane possono reagire alla paura dell’islamismo che si sta diffondendo in Europa, il prelato ortodosso ha risposto citando anzitutto il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. «Quando era vescovo in Svizzera, diceva che non bisognava temere un islam forte, ma un cristianesimo debole», ha ricordato il metropolita di Volokolamsk. «Penso che se ci mostriamo forti come cristiani, non c’è motivo di temere l’islam, perché la nostra identità cristiana ci dà la forza che viene direttamente da Dio».
Inoltre, a suo avviso, «la secolarizzazione si sviluppa nei paesi europei in cui la società è debole, dove non ci sono valori per i quali le persone sono pronte a dare la vita». «Poiché non si è pronti a sacrificare la propria vita per valori secolarizzati, si perde la battaglia», ha ammonito Ilarione, convinto che «solo se riconosceremo di nuovo le nostre radici e la nostra identità cristiane, saremo sufficientemente forti per affrontare le sfide attuali».

di Charles de Pechpeyrou 

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16 settembre 2019

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