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Più cooperazione
sui migranti

· L’agenda del Consiglio europeo ·

Il tema della gestione dei flussi migratori sarà il punto centrale del vertice, in programma per domani. I capi di stato e di governo dei paesi membri saranno anche chiamati a fare il punto non solo sulle iniziative messe in campo per combattere le cause dell’immigrazione, in particolare i cinque partenariati con i paesi africani, ma anche su un’eventuale maggiore collaborazione con altri paesi di origine e transito.

È necessario, ha detto ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel, «il consolidamento della nostra politica sulle migrazioni e dei partenariati sulle migrazioni anche con paesi dell’Africa». Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha ribadito oggi a Strasburgo che sarà usata la flessibilità prevista nel patto di stabilità per escludere dal computo del deficit le spese sostenute dall’Italia per affrontare la crisi dei migranti. «Non possiamo lasciare l’Italia sola nella crisi dei rifugiati. Lo ribadisco: i fondi che l’Italia mette a disposizione per mitigare la crisi migratoria non possono rientrare nel campo di applicazione del patto di stabilità. Quanto l’Italia fa per i migranti, e l’Italia fa molto, non deve portare a conseguenze negative per il suo bilancio» ha detto Juncker nel suo intervento davanti alla plenaria del parlamento europeo sulla preparazione del vertice europeo. Juncker ha anche ribadito l’importanza dell’accordo raggiunto con la Turchia evidenziando che «ci sentiamo vincolati ad applicarlo perché funziona» come i numeri dimostrano. Il presidente della Commissione ha quindi ricordato che il fondo creato ad hoc per l’immigrazione potrà arrivare, se tutti i paesi rispetteranno i loro impegni, a mobilitare risorse per 88 miliardi di euro. «Se tutto funzionerà si potrà procedere rapidamente a ripristinare il pieno funzionamento di Dublino e Schengen» ha dichiarato Juncker.

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20 agosto 2019

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