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Più attenzione in Francia
a chi ha bisogno

· ​L’appello al governo dei protestanti ·

«La parola politica e la sua credibilità sono messe alla prova dall’esigenza evangelica di giustizia che portano con sé le Chiese nel loro insieme. E la distorsione fra questa parola e la pratica, questo divario fra ciò che è annunciato e ciò che è messo in opera, questa differenza nelle situazioni d’ineguaglianza, pongono interrogativi. Tale divario, contro il quale bisogna lottare più spesso, è in molte maniere la causa della perdita di fiducia nella politica e dello smarrimento di tanti nostri concittadini». È uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato giorni fa a Parigi dal presidente della Federazione protestante di Francia (Fpf), François Clavairoly, in occasione della cerimonia degli auguri per il nuovo anno, alla Maison du protestantisme, alla quale ha partecipato fra gli altri il ministro dell’interno, Christophe Castaner.

Un’analisi attenta quella fatta da Clavairoly — e subito dopo da Antoine Durrleman, presidente del Centro di azione sociale protestante — che ha sviscerato i principali problemi che attanagliano oggi il paese e che il movimento dei gilets jaunes ha in qualche modo evidenziato, con uno sguardo privilegiato ai più bisognosi e vulnerabili, agli ultimi, sottolineando il solco che si sta formando tra istituzioni e società: «L’allerta sui rischi di violenza e di discredito della parola non è vana» poiché «motivata da concreti pericoli di un processo tragico di illegittimazione progressiva della democrazia».

di Giovanni Zavatta

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21 agosto 2019

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