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Pioniere della scienza

· ​Maria Gaetana Agnesi e Laura Bassi ·

Donne che collaborano con uomini, come è ovvio che sia, perché non sanno solo emozionarsi ma anche pensare. Negli ambienti di lavoro ma anche in casa una donna pensa e progetta, come quando organizza la famiglia, soprattutto se numerosa. Lo scrive Flavia Marcacci aggiungendo:

Maria Gaetana Agnesi (1718-1799)

proprio come le donne del libro dei Proverbi che amministrano bene l’economia domestica e sanno anche impegnarsi negli affari dell’agricoltura: per questo «in lei confida il cuore del marito» (31, 11). Donne che nel loro modo di pensare mettono ovviamente una attitudine da donne. Ma senza indugiare troppo su cosa sia questa attitudine o, volendo provarci, sapendo fare tutte le distinzioni necessarie. Perché non ci sono donne in astratto, come idee disincarnate dalla storia. Ci sono invece donne concrete che hanno scritto la storia: sia la storia di generazioni di famiglie, sia, non appena è stata loro concessa una minima possibilità, la storia del loro tempo.

Oggi le donne sono più partecipi alla vita pubblica, sebbene con grandi sacrifici umani: in particolare se hanno una famiglia perché né la maternità né ancor meno la paternità sono riconosciuti come valori collettivi (perché solo un uomo e una donna insieme fanno la pienezza della relazione genitoriale). In ogni caso, quel poco o tanto che oggi viviamo come donne è grazie alle pioniere di ieri. E nella scienza italiana proprio due donne cattoliche sono state vere e pioniere nel Settecento italiano che cercava di aprirsi alla scienza sperimentale: una laica, Maria Gaetana Agnesi, e una sposa, Laura Bassi. Infatti dopo la vittoria di Newton su Descartes, definitiva solo dopo che Maupertuis partì all’avventura in Lapponia (1736) per calcolare la lunghezza di un grado di meridiano e stabilire la vera forma della Terra (un geoide, come un pallone schiacciato ai poli), la fisica newtoniana si diffonde in tutta Europa. In Italia queste due donne hanno avuto un ruolo speciale.

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25 marzo 2019

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