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Pietro si fida di Dio

· Durante l’udienza generale Benedetto XVI parla della liberazione dell’apostolo dal carcere ·

Anche io mi sono sempre sentito sorretto dalla preghiera della Chiesa

Tranquillità e fiducia: l’atteggiamento di san Pietro durante la prigionia è quello di chi «si fida di Dio, sa di essere circondato dalla solidarietà e dalla preghiera dei suoi e si abbandona totalmente nelle mani del Signore». Lo ha detto il Papa all’udienza generale di mercoledì 9 maggio, in piazza San Pietro, parlando della carcerazione e della liberazione dell’apostolo alla vigilia del suo processo a Gerusalemme.

Il Pontefice ha riproposto il racconto dell’ultimo episodio della vita di Pietro, narrato al capitolo 12 degli Atti degli Apostoli, per sottolineare ancora una volta «la forza della preghiera incessante della Chiesa». Grazie alla quale il Signore «compie una liberazione impensabile e insperata, inviando il suo Angelo». Da parte sua, Pietro «vive la notte dalla prigionia e della liberazione dal carcere come un momento della sua sequela del Signore, che vince le tenebre della notte e libera dalla schiavitù delle catene e dal pericolo della morte».

L’atteggiamento dell’apostolo è ancora oggi di esempio per la Chiesa e per ciascun cristiano. Compreso il Papa, che ai fedeli presenti all’udienza ha confessato di essersi «sempre sentito sorretto dalla preghiera di voi, dalla preghiera della Chiesa, soprattutto nei momenti più difficili». Parole accompagnate da un lungo applauso, al quale Benedetto XVI ha risposto semplicemente : «Ringrazio di cuore».

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17 settembre 2019

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