Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Pietro e Andrea ancora insieme

· All’udienza generale il Papa chiede di pregare per i cattolici in Cina e per il viaggio in Terra Santa e dopo un forte richiamo alla custodia del creato lancia un appello per gli alluvionati nei Balcani ·

Ecumenismo e pace: sono le due parole chiave del viaggio in Terra Santa che Papa Francesco inizierà sabato 24 maggio. Le ha indicate egli stesso al termine dell’udienza generale di mercoledì 21, invitando i fedeli presenti in piazza San Pietro a pregare per quello che ha definito un «viaggio strettamente religioso» nella «terra di Gesù». Soffermandosi sulla duplice motivazione del pellegrinaggio, il vescovo di Roma ha dapprima accennato all’incontro con «il mio fratello Bartolomeo i», nel cinquantesimo anniversario di quello fra Paolo vi e Atenagora i. «Pietro e Andrea si incontreranno un’altra volta e questo è molto bello», ha commentato, ricordando poi che la seconda finalità «è pregare per la pace in quella terra che soffre tanto».

Meletios, «I santi fratelli apostoli Pietro e Andrea»(1965, icona donata dal patriarca Atenagora a Paolo VI in ricordo dell’incontro di Gerusalemme)

Preghiere che il Papa ha chiesto anche per la comunità cattolica in Cina. In occasione della festa di Maria Ausiliatrice, molto venerata da quel popolo nel santuario di Sheshan, il vescovo di Roma ha infatti auspicato che i cattolici cinesi «continuino a credere, a sperare e ad amare e siano fermento di armoniosa convivenza tra i loro concittadini».

In precedenza Papa Francesco, proseguendo le catechesi sui doni dello Spirito Santo, aveva parlato del dono della scienza, concludendo la propria riflessione con un forte richiamo alla custodia del creato. Il Pontefice ha messo in guardia dalla tentazione di considerare la natura «una proprietà, di cui possiamo spadroneggiare a nostro piacimento» e ha invitato a lodare e ringraziare Dio per «averci dato tanta bellezza». Perché, ha aggiunto ricordando le parole confidategli da una persona semplice che viveva in campagna, «Dio perdona sempre» ma «il creato non perdona mai e se tu non lo custodisci — ha ammonito — lui ti distruggerà».

Parole che hanno trovato un’eco concreta nel successivo appello del Papa per le popolazioni di Bosnia ed Erzegovina e Serbia duramente colpite in questi giorni da allagamenti e inondazioni. L’appello è stato rilanciato anche sui socialnetwork attraverso un tweet di @Pontifex.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE