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Pietre tombali

· Le iscrizioni religiose di Quanzhou ·

È aperta fino all’11 ottobre, presso la Galleria dell’Accademia a Firenze, la mostra «L’arte di Francesco. Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo».

Nel corso della prima metà del XX secolo, precisamente a partire dall’intervallo tra le due guerre - scrive Nicoletta Celli In una scheda presente nel catalogo curato da Angelo Tartuferi e Francesco D’Arelli (Firenze, Giunti, 2015, pagine 480, euro 48) - le antiche mura di Quanzhou iniziarono a essere sistematicamente demolite.

Il porto di Zayton, attuale Quanzhou, in una stampa del XV secolo

I primi lavori furono dettati dalla necessità di far spazio alla linea ferroviaria allora in costruzione, mentre, a partire dal 1938, la completa demolizione fu pianificata a scopo difensivo in vista dell’invasione giapponese. La demolizione delle mura portò poco per volta alla luce frammenti di pietre tombali decorate con simboli e accompagnate da iscrizioni in un’ampia varietà di lingue e di grafie (siriaca, pakpa, cinese, latina). La comparsa di questi materiali attrasse l’attenzione di un insegnante di biologia, Wu Wenliang che sin dagli anni Venti fu testimone del destino delle mura cittadine e, una volta ritornato in città dopo la guerra, iniziò a raccogliere nel cortile della propria casa i frammenti che poteva recuperare da quanto affiorava dal sottosuolo e a documentare fotograficamente i ritrovamenti. Grazie al suo interesse, la memoria dello spoglio fu conservata e, insieme a essa, ebbe inizio la collezione che avrebbe in seguito trovato posto nel Museo marittimo di Quanzhou. Il museo è stato istituito nel 1959, due anni dopo la pubblicazione del lavoro pioneristico di Wu Wenliang, Quanzhou zongjiao shike («le iscrizioni religiose su pietra di Quanzhou», Pechino, 1957). Successivamente, il museo è stato ampliato con una nuova ala che, dal 1991, ospita la collezione di pietre raccolte da Wu. Quest’ultimo morì nel 1967, vittima della Rivoluzione Culturale, ma il suo lavoro fu proseguito e completato dal figlio, Wu Yuxiong.

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18 luglio 2018

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