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Piccoli burundesi in fuga

· Dalle violenze causate dalla crisi politica ·

La crisi in Burundi non accenna a stemperarsi. Sono più di 2300 i bambini fuggiti nelle ultime settimane a causa dell’escalation di violenza nel loro Paese. Hanno viaggiato per giorni da soli, per lo più a piedi, in mezzo ai pericoli, per cercare di raggiungere i campi profughi temporanei in Rwanda, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo e Uganda. 

A darne testimonianza sono state diverse ong attive nel Paese africano, che confermano la gravità della situazione a causa della crisi scoppiata in seguito alla candidatura del presidente Pierre Nkurunziza a un terzo mandato.

Secondo le ong, molte altre migliaia di bambini potrebbero lasciare il Burundi nelle prossime settimane, quando il rischio di violenze si intensificherà nel periodo che precede le elezioni presidenziali, originariamente previste per la fine di giugno, ma rinviate appunto questa settimana a causa delle continue proteste. E proprio ieri la Commissione elettorale burundese ha proposto di fissare il voto per il 15 luglio. Durante un vertice svoltosi domenica 31 maggio a Dar-es-Salaam, i capi di Stato e di Governo della regione avevano chiesto un rinvio delle elezioni di almeno un mese e mezzo per cercare di trovare una soluzione.

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