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Piccole luci di pace

· A Riga il prossimo incontro europeo dei giovani di Taizé ·

Valencia, 2. Da Valencia a Riga, capitale della Lettonia. È lì che dal 28 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017 si svolgerà (per la prima volta) il prossimo incontro europeo dei giovani di Taizé. Ad annunciarlo, come tradizione, è stato, la sera del 30 dicembre, il priore della comunità, fratel Alois, a Valencia, dove ieri si è concluso il raduno di fine anno. «Vorremmo che il nostro pellegrinaggio di questi giorni — ha detto giovedì sera nell’ultima delle sue meditazioni — partecipi alla costruzione dell’Europa con tutta la sua bella diversità, in questo tempo in cui il dubbio rischia di stabilirsi: un’Europa i cui popoli siano più solidali gli uni con gli altri, un’Europa più solidale con gli altri continenti.

Di ritorno a casa, tutti aspiriamo a essere testimoni di pace attorno a noi. Ricordiamoci: ciascuna delle nostre vite può diventare come una piccola luce di pace che brilla nelle tenebre, anche se la fiamma talvolta può sembrare debole». A febbraio due fratelli andranno a vivere a Cuba, così da costituire una piccola fraternità di accoglienza e condivisione. E dal 28 aprile al 1° maggio il priore di Taizé e centocinquanta giovani si recheranno a Bucarest per celebrare la Pasqua con i cristiani ortodossi di Romania. A Valencia più volte fratel Alois ha parlato ai giovani della Siria, dove ha trascorso il Natale: «Che cosa possiamo fare di fronte alla violenza? La risposta che ho sentito laggiù è stata: ciò che possiamo fare è esprimere che Dio non vuole la violenza, ma che egli è amore. Dobbiamo esprimerlo non solo a parole, ma con le nostre vite. Mostriamo che la Chiesa è una comunità d’amore rimanendo aperti a coloro che vivono attorno a noi, esercitando l’ospitalità, difendendo gli oppressi, condividendo quel che abbiamo».

Le preghiere comuni si sono svolte nella cattedrale di Valencia, nella chiesa di Santa Caterina, in altri luoghi di culto del centro città e nelle grandi tende allestite lungo il fiume Turia. Martedì 29 il cardinale arcivescovo Antonio Cañizares Llovera ha salutato i giovani ricordando che la Chiesa non abbia altra parola e risposta che Gesù Cristo: «Per questo venite a lui desiderosi di libertà, affamati di vita piena, assetati di senso per le vostre vite. Vi diranno che ciò che è importante sta da un’altra parte, che vi trovereste meglio altrove. Non abbeveratevi nelle pozzanghere quando potete farlo in questa sorgente di acqua viva, in questa inesauribile fonte, l’unica capace di saziare la vostra sete e la vostra ricerca».

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