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In piazza per difendere il diritto al lavoro

· Cortei in tutto il mondo per il primo maggio ·

Manifestazioni per difendere un diritto fondamentale, quello al lavoro. In occasione del primo maggio, la festa dei lavoratori, i sindacati di tutto il mondo, hanno organizzato cortei e raduni. La maggior parte si è svolta in maniera pacifica, anche se in alcuni casi sono avvenuti scontri tra dimostranti e polizia.

Disordini a Parigi in Boulevard Diderot (Afp)

Gli episodi più gravi si sono avuti a Parigi, dove, nel corso del corteo organizzato dai sindacati (70.000 partecipanti secondo i promotori, 16.000 per la polizia), sono esplosi tafferugli. Dimostranti col viso coperto e il casco hanno iniziato a lanciare oggetti, fra cui bottiglie, alle forze dell’ordine. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni. Manifestazioni si sono svolte anche in altre città francesi, fra cui Bordeaux, Lille e Lione.
Stesse scene a Istanbul, dove la polizia ha usato i lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti nei pressi di piazza Taksim. Scontri sono stati segnalati in diverse zone. Oltre ventimila gli agenti di polizia dispiegati. Un uomo è morto a causa di un incidente: è rimasto schiacciato sotto un veicolo delle forze dell’ordine.
Grandi manifestazioni per la festa dei lavoratori si sono tenute anche in Russia (corteo di oltre 10.000 persone a Mosca), in Polonia, in Spagna e in Corea del Sud, dove decine di migliaia di persone sono scese in strada a Seoul contro la riforma del lavoro annunciata dal Governo.
In Italia la manifestazione unitaria delle maggiori sigle sindacali si è tenuta a Genova, mentre a Roma in migliaia hanno preso parte al tradizionale concerto in piazza san Giovanni. Momenti di tensione al corteo a Torino: un gruppo di antagonisti, circa 150 persone, ha tentato di deviare dal percorso della manifestazione.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando nel corso della cerimonia al Quirinale per i cavalieri del Lavoro, ha ribadito che creare lavoro è «impegno costituzionale vivo e attuale» affinché «la cittadinanza sia piena e non mutilata».

Gli ultimi due anni, ha detto il presidente, sono stati anni «di crescita moderata» e «l’occupazione è cresciuta». Tuttavia «non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati rispetto alla dimensione del problema».

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16 luglio 2019

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