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Piano di rilancio per la Libia

· Al Sarraj vara una serie di misure per risanare l’economia ·

Il primo ministro libico Fayez Al Sarraj (Reuters)

Il programma di risanamento economico della Libia è stato varato ieri in una riunione dei vertici del Consiglio presidenziale guidato dal primo ministro libico Fayez Al Sarraj. Lo annuncia un comunicato dello stesso consiglio presidenziale. Il programma include l’imposizione di «tasse sulla vendita di divise straniere» al fine di «sovvenzionare il carburante e altre misure mirate a porre rimedio alle storture dell’economia libica». Il programma e le «misure esecutive» per attuarlo, tra cui un «esame del tasso di cambio del dinaro», sono stati varati da Sarraj in una riunione con il presidente dell’alto consiglio di stato, Khalid Al Mishri, e il governatore della banca centrale libica, Saddek Omar Elkaber. Dagli Stati Uniti, intanto, in rappresaglia all’attacco di terminal petroliferi cruciali per l’economia della Libia nel giugno scorso, l’amministrazione Trump ha varato sanzioni contro il leader libico Ibrahim Jadhran, alla guida delle milizie che avevano preso d’assalto le installazioni. Queste misure, che rendono ormai inaccessibile al leader il sistema finanziario americano e vietano a chiunque di fare affari con lui, sono state prese in coordinamento con il comitato incaricato per la Libia del Consiglio di sicurezza dell’Onu: lo ha annunciato il dipartimento di stato in un comunicato, affermando come tali attacchi «hanno privato il popolo libico di miliardi di dollari in entrate». Sempre secondo lo stesso comunicato, le sanzioni previste dall’Onu prevedono inoltre la richiesta a tutti gli stati membri di imporre il blocco di tutti i beni di Ibrahim Jadhran e di vietare al leader l’ingresso nei loro territori. Intanto, è ormai certo che la conferenza internazionale sulla Libia organizzata dall’Italia nella prima metà di novembre si svolgerà in Sicilia. Lo ha annunciato ieri il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi davanti alle commissioni esteri della camera dei deputati.

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14 dicembre 2018

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