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Piano dell’Unhcr per gli sfollati nel nord dell’Iraq

· I miliziani decapitano un reporter statunitense per vendetta contro i raid aerei decisi da Obama ·

In risposta alla drammatica situazione nel nord dell’Iraq, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha lanciato oggi un vasto programma di aiuti umanitari con l’obiettivo di dare concreta assistenza a circa mezzo milione di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa delle violenze scatenate nelle ultime settimane dai miliziani dello Stato islamico.

In un comunicato l’Unhcr informa che su strada e via mare viene avviato oggi un ponte aereo di quattro giorni utilizzando un Boeing 747 che volerà da Aqaba, in Giordania, a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Nei prossimi dieci giorni l’operazione verrà seguita da convogli stradali provenienti dalla Turchia e dalla Giordania, come pure da spedizioni marittime terrestri che da Dubai passeranno attraverso l’Iran. L’obiettivo principale, affermano nel comunicato i responsabili dell’Unhcr, è quello di migliorare le condizioni di vita degli sfollati nella regione, in particolare delle persone senza alloggio. Infatti le condizioni, si evidenzia nella nota, rimangono «disperate» per chi non ha accesso a una sistemazione adeguata, per chi fatica a trovare cibo e acqua per sfamare la propria famiglia e per chi non può ricevere le cure mediche di base.

Sul piano militare, intanto, si segnala che per il momento è fallito il tentativo delle forze irachene di riprendere il controllo di Tikrit, caduta nei giorni scorsi nelle mani dei miliziani, i quali ieri sono riusciti a respingere l’attacco sferrato dall’esercito di Baghdad contro la città natale di Saddam Hussein. Nel frattempo l’azione destabilizzante dei jihadisti si è macchiata di un nuovo orrore: è stato decapitato il reporter statunitense James Foley, quarant’anni, sequestrato il 22 novembre di due anni fa in Siria. Questa nuova, efferata violenza è stata ripresa da una videocamera e poi postata su YouTube. I miliziani hanno detto che quanto è stato perpetrato rappresenta la vendetta contro i raid aerei statunitensi decisi da Barack Obama e, nello stesso tempo, hanno minacciato altri gesti sanguinari.

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22 agosto 2019

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