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Piano contestato

· ​Entra in vigore l’intesa Ue-Turchia sui migranti criticata da numerose organizzazioni umanitarie ·

Migranti nel campo greco di Idomeni (Ap)

Parte il piano per la gestione dell’emergenza immigrazione concordato da Unione europea e Turchia. I primi profughi che hanno ottenuto il diritto alla protezione internazionale sono stati trasferiti oggi dalla Turchia in Germania e Finlandia. Simultaneamente tre traghetti con a bordo 204 migranti irregolari sono partiti dalla Grecia verso la Turchia. L’obiettivo del piano, contestato da numerose organizzazioni umanitarie, è quello di rafforzare i controlli contro i trafficanti e migliorare la gestione dei flussi di arrivi dalla Siria. A ribadirlo è stato oggi il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. L’obiettivo dell’accordo fra Ue e Turchia, ha ricordato Schinas, «è quello di sostituire i flussi disordinati, disorganizzati e illegali con percorsi legali e coerenti con le norme Ue e internazionali». L’accordo Ue-Turchia stabilisce un nuovo meccanismo di ricollocamento dei profughi. In base al testo dell’intesa, «per ogni siriano rimpatriato in Turchia dalle isole greche un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia all’Ue tenendo conto dei criteri di vulnerabilità delle Nazioni Unite». Questo meccanismo, come detto, è stato fortemente contestato da numerose organizzazioni umanitarie che hanno deciso di sospendere le proprie attività in molti campi profughi. Le organizzazioni lamentano infatti la vaghezza dei criteri scelti per i ricollocamenti e sottolineano che questo sistema non risolve il problema alla radice. Inoltre, dicono ancora le organizzazioni, l’accordo non fornisce garanzie di protezione ai rifugiati in virtù del diritto internazionale. Alcuni hanno addirittura parlato di «un colpo mortale» al diritto di asilo.

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15 ottobre 2019

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