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Piace all’Ue il piano di austerità del Governo greco

· Critiche invece dall’opposizione ·

Apprezzamento di Bruxelles per le nuove misure antideficit e per il piano di privatizzazioni decisi dalle autorità greche. «La Commissione europea si rallegra della determinazione del Governo di Atene di assicurare il perseguimento dell’obiettivo del 7,5 per cento del pil nel 2011 con misure aggiuntive» ha detto Amadeu Alfataj, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Nello stesso tempo, ha aggiunto Alfataj, la Commissione esprime soddisfazione per la decisione del Governo di procedere immediatamente con le privatizzazioni. Non di uguale parere Nuova Democrazia, il partito di centrodestra che guida l’opposizione. Ha bocciato, infatti, le nuove misure di austerità proposte dall’Esecutivo. Antonis Samaras, il leader del partito, ha dichiarato che le nuove misure sono poco utili per ridurre il deficit e spingerebbero la Grecia verso una recessione ancora più profonda. Rispondendo ai giornalisti, a Bruxelles, sempre Alfataj ha chiarito che «il denaro alla Grecia arriverà se i ministri della zona euro sono d’accordo e l’accordo è basato sulla valutazione delle troika sui progressi» fatti da Atene per quanto riguarda il piano di risanamento delle finanze pubbliche. Alfataj ha infine sottolineato che il commissario Rehn «non ha dubbi» sul fatto che la Grecia procederà alle privatizzazioni, ribadendo l’importanza che il piano venga lanciato immediatamente. Sulla situazione in Grecia è nuovamente intervenuto Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, sostenendo che una ristrutturazione del debito attuata attraverso la riduzione del valore dei bond e non tramite riscadenziamento della maturazione, non è inevitabile e non farebbe che peggiorare le cose. «Partiamo dal principio — ha affermato — che in Europa chi contrae un debito, lo ripaga. È la base dell’economia di mercato, quindi ci aspettiamo che i greci ripaghino i loro debiti e il miglior modo di farlo è portare avanti il programma stabilito con l’Ue e con l’Fmi, che forse andrà rafforzato». «Vedere la Grecia come la zavorra economica dell’Europa è un grave errore»: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco, Dimitris Droutsas, aggiungendo che sarebbe un errore altrettanto grave lasciare che «si arrangi da sola». Secondo il capo della diplomazia greca, il piano di risanamento è a metà strada. La Grecia ha bisogno di «certezze», e quindi non può essere lasciata sola «in questa battaglia» ha affermato il ministro.

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