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In pericolo la foresta amazzonica

· Persi in Bolivia più di 46.000 ettari tra il 2000 e il 2014 ·

La foresta amazzonica della Bolivia ha subito, a partire dal 2000, «allarmanti livelli di deforestazione». A denunciarlo è uno studio redatto da un gruppo di scienziati di diversi paesi. Il documento, pubblicato l’8 gennaio sulla rivista «Current Biology» e condotto da ricercatori dell’Università di Helsinki e dell’Università boliviana di San Andrés, si concentra sul Territorio indigeno e sul parco nazionale Isiboro Sécure (la riserva Tipnis). 

Questa zona dell’Amazzonia boliviana ha perso più di 46.000 ettari di foresta tra il 2000 e il 2014. Inoltre, gli scienziati hanno concluso nella loro relazione che una controversa legge approvata dal parlamento boliviano nell’agosto del 2017 probabilmente aumenterà la deforestazione nella regione. La norma annulla infatti la condizione di «intangibilità» che impediva di danneggiare il parco nazionale Tipnis. La nuova legge consentirà inoltre i lavori per la costruzione di una strada di oltre 300 chilometri in questa area naturale. Per la botanica e biologa Mónica Moraes, ricercatrice all’Universidad Mayor de San Andrés a La Paz, è stata una sorpresa scoprire che uno dei parchi nazionali più famosi della Bolivia potesse avere livelli così allarmanti di deforestazione. Intervistata dall’Efe, la scienziata ricorda che «questa situazione è semplicemente incredibile perché il parco non è solo una delle principali aree verdi della Bolivia, ma anche una delle regioni con la più grande biodiversità al mondo». In effetti, Tipnis, che è anche il posto dove vivono quattro etnie indigene da secoli, ospita specie di piante che non esistono da nessun’altra parte del mondo, così come animali tipici della foresta amazzonica, quale il giaguaro o il cervo delle paludi.

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