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Perdita di plutonio a Fukushima

· Ipotizzata la nazionalizzazione del settore energetico ·

Non ci sono certezze sull’esito degli sforzi per mettere in sicurezza la centrale nucleare giapponese di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo. Ogni giorno, anzi, porta nuove inquietudini. Oggi, il Governo giapponese ha confermato una fuoriuscita di plutonio, che potrebbe essere stata causata da una parziale fusione di uno dei nuclei della centrale. Il plutonio viene prodotto in piccole quantità dalla reazione di fissione nucleare che avviene all’interno dei reattori. Quando l’uranio 238, che costituisce la maggior parte del combustibile, cattura un neutrone nel corso della reazione di fissione, si trasforma in uranio 239, che a sua volta decade dando origine al plutonio 239, un elemento molto tossico.

Quanto accaduto a Fukushima, intanto, sta determinando una profonda revisione delle politiche energetiche del Giappone, finora incentrate proprio sull’energia nucleare. Nell’abituale conferenza stampa quotidiana, il portavoce governativo, Yukio Edano, ha detto oggi che l’uso di fonti di energia pulite sarà alla base dei piani di ricostruzione delle aree devastate dal sisma e dallo tsunami. Nel frattempo, si fa sempre più largo in Giappone l’ipotesi di nazionalizzare il settore dell’energia, compresa quella nucleare, gestita dalla società privata Tepco, responsabile di tutte le centrali del Paese, compresa quella di Fukushima.

Per quanto riguarda la dispersione del plutonio, Edano ha parlato di livelli ancora bassi, ma tali da porre nuovi pericoli per i tecnici impegnati alla messa in sicurezza di Fukushima. Secondo Edano, comunque, i cinque campioni presi dalla Tepco indicano che non ci sono rischi immediati per la salute della popolazione. Tuttavia ci saranno più controlli nelle aree intorno all’impianto.

Non è stato accertato da quale dei sei reattori della centrale si sia verificata la perdita. Quanto all’acqua contaminata, i problemi maggiori sono segnalati al reattore numero 2 dove la radioattività è arrivata a quattro volte il livello massimo annuale a cui può essere esposto un lavoratore in condizioni d’emergenza. L’acqua che viene iniettata nel reattore è stata ridotta per alleviare la pressione sui serbatoi e contenere le perdita, ma tutto questo ha portato a un aumento della temperatura. Il raffreddamento del combustibile avrà comunque la precedenza sui problemi della fuoriuscita di liquido, ha spiegato Edano.

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