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Perché nessuno
sia scartato

· ​L’arcivescovo Paglia sulle cure palliative ·

Nelle cure palliative «nessuno viene mai scartato e abbandonato»: è il messaggio lanciato dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, nel convegno organizzato venerdì 8 febbraio, a Milano, «per la promozione di una cultura di responsabilità sociale», insieme con la Fondazione Floriani e l’Istituto nazionale dei tumori. I temi della fragilità, dell’importanza della relazione nel momento della cura e tanto più nell’approccio delle cure palliative, la necessità di una pianificazione dentro una organizzazione a misura d’uomo, sono state le questioni all’ordine del giorno. «Sappiamo bene — ha fatto presente l’arcivescovo — quanto le cure palliative siano state protagoniste del recupero di un accompagnamento integrale del malato nell’ambito della medicina contemporanea». Del resto, «prendersi cura del malato è un passo indispensabile da compiere» ha affermato monsignor Paglia, indicando l’urgenza di promuovere appunto le cure palliative. Il convegno di Milano si inserisce in questo percorso: «Ci accomuna la volontà di promuovere una “cultura palliativa”, sia per rispondere alla tentazione che viene dall’eutanasia e dal suicidio assistito, sia soprattutto per far maturare una “cultura della cura” che permetta di offrire una compagnia di amore sino al passaggio della morte».

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