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Perché l’infanzia
conservi la speranza

· Tweet di Papa Francesco per la Giornata mondiale ·

In occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, celebrata il 20 novembre per ricordare l’adozione da parte dell’Onu della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia nel 1989, Papa Francesco ha pubblicato un tweet dove invita tutti a lavorare insieme «perché i bambini possano guardarci sorridendo e conservino uno sguardo limpido, pieno di gioia e di speranza».

Lo stesso giorno, nel Palazzo di vetro di New York, il segretario generale dell’Onu António Guterres e il direttore esecutivo dell’Unicef Anthony Lake hanno incontrato bambini di tutto il mondo. «Ogni bambino ha diritto a un’infanzia sicura, sana, pacifica e ha diritto di sviluppare pienamente il proprio potenziale», ha detto Guterres, che ha assicurato di «non risparmiare alcuno sforzo per garantire che le Nazioni Unite lavorino ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, per i migliori interessi» dei giovani.

«Come possiamo concepire un futuro più sostenibile che garantirà ad ogni bambino, in qualsiasi società, di avere l’opportunità non solo di sopravvivere ma anche di crescere con facilità?», si è interrogato il segretario generale Onu. «In un mondo che può sembrare così spesso un luogo senza speranza, abbiamo più che mai bisogno della speranza dei bambini», ha continuato Guterres, sottolineando che «il futuro del mondo è nelle mani dei bambini, ma il futuro dei bambini è nelle nostre mani».

Sempre in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, un nuovo studio pubblicato dall’Unicef rivela che nonostante i progressi raggiunti a livello globale, un bambino su dodici nel mondo vive in paesi in cui le sue prospettive attuali sono peggiori rispetto a quelle che avevano i suoi genitori. Secondo lo studio, 180 milioni di bambini vivono in 37 paesi in cui, rispetto a 20 anni fa, hanno maggiori probabilità di vivere in povertà estrema, di non andare a scuola o di morire in modo violento. La ricerca, valutando le prospettive dei bambini quando scappano da una povertà estrema, quando vogliono ottenere un’istruzione di base ed evitare una morte per cause violente, ha rivelato che la percentuale di persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno è aumentata in 14 paesi, di cui cinque in Africa. Questo aumento è principalmente dovuto a disordini, conflitti o a una cattiva governance.

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18 giugno 2019

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