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Perché Gesù
si è fatto battezzare?

· Come scoprire la vita del Figlio di Dio senza censurare le proprie domande ·

L’agile volume di Piotr Zygulski — dottorando in studi teologici con Piero Coda all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze) — ha per tema le domande suscitate dalle ricerche storiche più aggiornate su un episodio della vita di Cristo. Il battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli (Bologna, Edb, 2019, pagine 113, euro 11) è un testo anomalo, la cui lettura si presta a vari utilizzi. Lo scopo dell’opera, che nasce come riadattamento e ampliamento di una conferenza tenuta in una parrocchia, è di introdurre il lettore all’indagine sul Gesù storico.

Non sono del tutto persuaso, nonostante le buone intenzioni dell’autore, che potremmo dare questo libro in mano a qualsiasi passante incontrassimo per strada e sperare nella sua comprensione del volume. Sono però sicuro che sarebbe apprezzato e capito da chiunque, vedendolo sullo scaffale di una libreria, decidesse di leggerlo. Questo perché chi si lascia incuriosire dal titolo sicuramente ha già orecchiato argomenti simili, e la fatica di addentrarsi in quelli che fossero per lui davvero del tutto nuovi verrebbe resa sopportabile dallo stile coinvolgente della trattazione.

Pieter Bruegel il Vecchio «La predica di Giovanni Battista»  (1566, particolare)

Il testo ha infatti una stranezza: pur essendo un’opera dichiaratamente divulgativa è ricca di riferimenti alle principali monografie sul tema, che però non sono riportate pedantemente con lo stile accademico delle note a piè di pagina ma per rapidi accenni. In questo modo il lettore desideroso di un’introduzione alla materia può trovare condensata in un singolo volumetto una sintesi delle ipotesi degli studiosi senza doversi sobbarcare il peso — sempre più impegnativo in questi tempi dove tutti vanno di fretta — della lettura di un tomo accademico troppo gravoso per il lettore profano. Zygulski mantiene di proposito in diversi punti il tono colloquiale della conferenza, e ci invita a immergerci con lui nell’acqua gelida che l’approccio storico-critico può rappresentare qualora si usino le sue lenti per indagare il Gesù storico.

Ci promette però anche una rapida risalita dall’abisso, assicurandoci che torneremo cambiati dal viaggio. Non è difficile cogliere che quest’immersione è stata fatta dall’autore stesso, che ha dovuto trovare le risposte che gli consentissero di conservare — e anzi accrescere — la propria fede. La lunga frequentazione con la disincantata e laica letteratura storico-critica sul movimento gesuano delle origini non ha riservato a tutti lo stesso felice esito. Possiamo dunque ringraziarlo per averci offerto le sue chiavi per districarsi in quel complicato ginepraio che è il rapporto tra fede e metodo storico-critico. Senza alcuna pretesa che le sue risposte possano valere per tutti noi, seguire l’autore nel suo itinerario è comunque uno stimolo per ulteriori riflessioni personali.

Troppo spesso infatti i fedeli cattolici, per disinteresse dei parroci o per una loro deliberata scelta di omettere questi temi nella propria pastorale, non hanno alcuna familiarità con le ricerche sulla genesi del cristianesimo e delle Sacre Scritture. Per la loro religiosità si lasciano irretire da interpretazioni che non sono genuinamente spirituali, ma spiritualistiche, nel senso che trattano Gesù come un ente disincarnato, e ignorano quali meraviglie potrebbero dischiudersi loro da una lettura dei Vangeli situati nel loro contesto storico.

Il volume inizia andando subito al punto, chiedendosi a proposito del battesimo di Gesù cosa sappiamo dei suoi protagonisti, primo fra tutti Giovanni il Battista. Le domande poste dall’autore sono quelle giuste, le più provocanti: perché Giovanni battezzava, e perché Gesù s’è fatto battezzare? Le prospettive dei due coincidevano? E se Gesù s’è fatto battezzare, dobbiamo dedurne che fosse un peccatore?

Zygulski molto sottilmente ci riporta sul terreno dell’indagine storica, insegnandoci a distinguere la teologia dalla storia, con le rispettive domande proprie di ciascuna. Adottando uno sguardo da storici, la giusta questione che dovremmo porci non è se Gesù fosse oppure no un peccatore (il che è un problema teologico), ma al massimo se si considerasse tale, e perché. La trattazione non cela né cerca di evitare alcun punto scabroso e l’autore non si limita a un elenco di tesi per poi rifiutarsi di prendere posizione. Qui invece, con grande franchezza, a volte si taglia il nodo gordiano mentre altre, altrettanto onestamente, ci viene spiegato perché non sia possibile farlo né probabilmente lo sarà mai. Dove finisce il compito della storia, si spalanca per noi, intatto, il Mistero.

L’opera può essere consigliata a tutti coloro che siano interessati a questi argomenti perché può essere letta su più livelli e fruita in differenti contesti. Ho letto il libro nel breve arco di tempo d’un viaggio aereo tra Milano e Tel Aviv, ricevendone buona compagnia. Non è dunque improbabile che, vista la ridotta mole del volume, esso sia godibile persino in villeggiatura. Eppure, rileggendolo a casa con occhi più attenti, mi sono reso conto che alcuni capitoli sono incredibilmente densi. Penso a quello sulla memoria storica come rifrazione della luce da un testimone all’altro. Ogni frase potenzialmente apre intere pianure di significati e si presta a ulteriori approfondimenti.

L’autore infatti, avvertito grazie ai propri studi epistemologici dei limiti intrinseci a ogni scienza, non pretende di darci l’ultima parola sull’argomento (come spesso accade nei testi divulgativi della teologia), né di lasciarci senza via d’uscita (come talvolta capita leggendo i tomi accademici di storia), ma ci abitua a un approccio probabilistico. La ragione per cui occorre sperare che il libro di Zygulski abbia ampia diffusione sta dunque nella sua natura proteiforme e versatile, nel mix anomalo e transdisciplinare che lo rende apprezzabile in ambiti disparati. Stimolante e foriero di future incursioni nella storia di Gesù, sia per il lettore avvertito che per il profano interessato. 

di Federico Ferrari

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19 novembre 2019

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