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Oltre
la rete del rimpianto

· Nelle librerie «Remembering God’s mercy» ·

Ho scritto questo libro per condividere la buona novella che Gesù Cristo guarisce i nostri ricordi. Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che a quelli tra noi che soffrono per le conseguenze di ricordi dolorosi serve qualcosa di più che il mero aiuto psicologico. La terapia può aiutarci a gestirli, ma se davvero vogliamo liberarci dalla morsa del dolore del passato abbiamo bisogno di aiuto spirituale. Solo l’amore di Dio può sbrogliare la rete di rimpianti e di risentimenti che ci impediscono di andare avanti. Solo il Medico Divino può guarire il nostro cuore.

E di fatto lo guarisce. La buona novella del potere di Gesù di rinnovarci risuona attraverso tutta la Sacra Scrittura e nella tradizione cristiana. Basta solo sapere dove cercare.

Manoscritto di sant’Ignazio di Loyola  (xvi secolo)

Non sarebbe bello poter guardare indietro a tutta la propria vita, sia alle gioie sia alle sofferenze, e vedere solo l’amore di Dio? È stato questo il mio pensiero quando ho scritto My Peace I give you: Healing sexual wounds with the help of the Saints. In quel libro ho cercato di aiutare chi come me ha subito abusi sessuali durante l’infanzia a guarire i propri ricordi attraverso la vita di santi che, avendo subito un trauma, hanno trovato la guarigione in Cristo.

La risposta a My Peace I give you è stata diversa da tutto quello che avevo sperimentato come scrittrice. Alcuni lettori che erano stati vittime di abusi mi hanno detto che li aveva aiutati laddove altri libri non ci erano riusciti. La cosa insolita è stata che spesso, mentre mi ringraziavano per My Peace I give you, i lettori mi chiedevano di dare loro qualcosa di più. Volevano che scrivessi un altro libro, un libro che presentasse la stessa spiritualità di guarigione, ma in un modo che avrebbe permesso loro di condividerla con le persone care che non avevano subito abusi.

Ho scoperto quella fonte di saggezza in Papa Francesco. Il 30 marzo 2013, appena diciassette giorni dopo la sua elezione, alla vigilia di Pasqua il Santo Padre tenne un’omelia nella quale parlò di come Cristo risorto ci porta a guarire i nostri ricordi. In un’intervista concessa più avanti lo stesso anno, rispondendo a una domanda sul suo modo di pregare Francesco raccontò come gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola — che erano stati parte della sua formazione come gesuita — lo avessero aiutato a sviluppare una “preghiera piena di memoria”.

Nella stessa intervista in cui parlò degli esercizi spirituali, Francesco spiegò perché ammirava Pietro Favre, uno tra i primi gesuiti, che avrebbe canonizzato poco tempo dopo.

In Favre ho scoperto un uomo con molte delle mie stesse fragilità. Lottò contro l’ansia, la depressione e le tentazioni di peccare. Apprendere come aveva vinto quelle debolezze mi ha aiutata a combattere meglio le mie battaglie spirituali.

Il libro che ora state leggendo, pur iniziando come tentativo di rispondere al desiderio dei miei lettori, ha finito col rispondere al mio personale desiderio di maggiore intimità con Cristo. Papa Francesco e i gesuiti che lo hanno ispirato mi hanno fatto compiere un viaggio che mi ha portato a una comprensione più profonda della misericordia di Dio, la misericordia che perdona e guarisce.

di Dawn Eden

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20 novembre 2019

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