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Per una solidarietà senza confini

· La visita del Santo Padre a Lampedusa segno forte per la comunità internazionale ·

Lampedusa è solo uno dei tanti punti focali in tutto il globo, dove si incontrano mondi diversi. Infatti, l’itinerario vasto e composito dei rifugiati si estende a quanti in barca si dirigono verso l’Australia, lo Yemen, l’Italia o Malta; in camion attraversano il deserto del Sahara a Nord; a piedi passano il deserto dal Messico agli Stati Uniti; superano fiumi per entrare in Sud Africa dallo Zimbabwe o lasciano l’Afghanistan attraverso la Turchia, verso la Grecia. Queste forme di flussi migratori misti sono un fenomeno mondiale.

La presenza di Papa Francesco a Lampedusa sarà un segno forte per richiamare l’attenzione di tutti e certamente per rendere noto che la buona novella di Gesù è rivolta a ogni vita e per ogni situazione. Proprio come il Papa stesso aveva detto: «Non dimenticate la carne di Cristo che è nella carne dei rifugiati: la loro carne è la carne di Cristo» (Discorso ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, 24 maggio 2013). Cristo è presente sull’isola in coloro che sono arrivati, ma anche nella popolazione locale che li accoglie. A Lampedusa, come ovunque nel mondo, le sfide vengono affrontate dalla popolazione locale, che a volte ne viene sopraffatta e che deve accogliere grandi numeri di nuovi arrivati inaspettati...

Ai rifugiati e ai richiedenti asilo dovrebbero essere assicurati i rispettivi diritti. Se hanno il diritto di fuggire per salvare la loro vita, dovrebbe essere dato loro anche il diritto di accedere all’asilo nel Paese di arrivo. Inoltre, dovrebbero essere applicati tutti gli altri diritti di protezione. Il diritto di libera circolazione e il diritto al lavoro devono essere applicati e ulteriormente estesi. I Governi dovrebbero proteggere quanti fuggono da violenze, persecuzioni e discriminazioni. Nel corso degli anni, gli Stati hanno ampliato il concetto di rifugiato al fine di rispondere alla sfida attuale, ed è anche cambiata la legislazione internazionale che assicura maggior protezione alle persone costrette a fuggire. Purtroppo, l’attuale atteggiamento di molti Governi appare contrario a tali decisioni, fermo restando che gli Stati comunque hanno l’obbligo di assicurare protezione alle persone in fuga.

Salvare vite umane, restituendo dignità, offrendo speranza e dando risposte sociali e comunitarie, è strettamente connesso con i valori morali e la visione cristiana. Questo coinvolgimento con la presenza dei rifugiati, dei richiedenti asilo e delle persone forzatamente sradicate potrebbe portare a un ulteriore rinnovamento della Chiesa che ci spingerà fuori dal nostro universo familiare, verso l’ignoto, in missione, per rendere testimonianza del Signore... La visita del Santo Padre potrebbe essere un nuovo inizio per tutti noi.

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27 gennaio 2020

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