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Per una Chiesa spoglia dalla mondanità

· All’indomani della tragedia di Lampedusa l’itinerario spirituale del Papa attraverso i luoghi di san Francesco d’Assisi ·

Dalla città della pace l’appello al rispetto della creazione e di ogni essere umano

È un itinerario altamente simbolico quello compiuto da Papa Francesco ad Assisi venerdì 4 ottobre, festa liturgica del santo Patrono d’Italia. Dal commovente incontro ai bambini malati e disabili ospiti nell’Istituto Serafico, al saluto ai poveri, agli immigrati e ai disoccupati, nella Sala della Spogliazione, fino alla celebrazione della messa nella piazza centrale, la prima parte della visita pastorale è stata un continuo rimando alle radici spirituali del pontificato di Jorge Mario Bergoglio.

In una giornata che doveva essere di festa, ma che si è trasformata in un «giorno di pianto» dopo la tragedia di Lampedusa, il terzo viaggio in Italia di Papa Francesco si è snodato attraverso i luoghi che hanno segnato la vicenda umana e religiosa del santo di Assisi. Giunto in anticipo sull’orario programmato — ad accompagnarlo c’erano anche gli otto membri del Consiglio dei cardinali riunitosi in questi giorni in Vaticano — il vescovo di Roma ha voluto subito abbracciare i piccoli assistiti al Serafico. E lasciando da parte il discorso preparato, ha pronunciato a braccio una riflessione sulle piaghe di Cristo, esortando i cristiani a riconoscere e accogliere «la carne di Gesù».

Dopo una visita privata al santuario di San Damiano, il Papa si è quindi trasferito al vescovado di Assisi, dove nella sala che ricorda la spogliazione di Francesco ha parlato ai poveri assistiti dalla Caritas. Tra loro disoccupati e senza fissa dimora, ai quali il Pontefice si è rivolto con un nuovo discorso improvvisato, nel quale ha messo in guardia la Chiesa dal rischio della «mondanità spirituale» che «uccide l’anima» e «uccide le persone», ha detto ricordando anche le vittime della terribile sciagura di Lampedusa.

A conclusione della mattinata, Papa Francesco ha visitato la chiesa di Santa Maria Maggiore e poi si è recato nella basilica superiore di San Francesco — dove ad accoglierlo c’era anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano Enrico Letta — per pregare sulla tomba del Poverello. Quindi, durante la messa sulla piazza antistante gremita di fedeli, ha lanciato un forte appello per il rispetto del creato e di ogni essere umano, invitando gli uomini a essere strumenti di pace e non di distruzione. E ha anche rivolto «gli auguri a tutti gli italiani» per la festa del patrono, accompagnati dalla preghiera e dalla speranza che «ciascuno lavori per il bene comune».

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25 aprile 2019

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