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Per un Medio Oriente senza armi atomiche

· Intesa tra i 189 Paesi partecipanti alla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare ·

La Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) ha concluso ieri i suoi lavori a New York raggiungendo un consenso sull’idea di un Medio Oriente senza armi atomiche. È la prima volta in 10 anni che si trova un’intesa nel campo della non proliferazione nucleare e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha parlato di un successo raggiunto grazie «a un grande spirito di compromesso e di cooperazione» di cui hanno dato prova i 189 Paesi intervenuti alla Conferenza.

Nonostante tutti i partecipanti abbiano approvato il documento finale nel quale viene delineato un piano di azione contro il riarmo atomico, Stati Uniti e Paesi arabi rimangono divisi sui passi chiesti a Israele, che tutti considerano una potenza nucleare, ma che non ha mai aderito al Tnp e che non ha mai ammesso di possedere armi atomiche. E continua a preoccupare il caso dell’Iran, che fa parte del Tnp e che, secondo i Paesi occidentali, con il suo controverso programma nucleare punta all’arma atomica.

Il documento finale di 28 pagine, approvato all’unanimità, auspica che Israele aderisca al Tnp mettendo le sue testate sotto il controllo dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Pur non essendosi opposti al documento, gli Stati Uniti hanno tuttavia voluto sottolineare il loro «rammarico» per la menzione di Israele, una citazione esplicita che «mette a rischio» il successo della conferenza internazionale da convocare entro il 2012 per discutere di un Medio Oriente totalmente denuclearizzato senza eccezioni per nessuno. Nonostante i timori dell’ultimo minuto, due Paesi restii come la Siria e l’Iran, che avevano espresso riserve sulla dichiarazione finale, non hanno bloccato il documento. Malgrado le diverse posizioni registrate, si è quindi evitato il ripetersi del fallimento di cinque anni fa, quando non c’era stato alcun accordo alla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare.

Il presidente statunitense, Barack Obama, ha salutato l’accordo raggiunto all’Onu definendolo equilibrato e realistico. «Gli Stati Uniti — ha affermato Obama in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca — salutano un accordo che comporta tappe equilibrate e realistiche che faranno progredire la non proliferazione, il disarmo e l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare».

Nel corso dei lavori a New York gli Stati Uniti hanno duramente criticato l’Iran, accusato di non volere rispettare il Tnp. Il delegato statunitense, Ellen Tauscher, ha sottolineato il fatto che la Repubblica islamica «rimane l’unico Paese ad avere apertamente violato il Trattato» e «non fa nulla per rassicurare la comunità internazionale sulle sue reali intenzioni». Da Washington, un’esponente dell’Amministrazione le ha fatto eco affermando che il Consiglio di sicurezza dell’Onu deve continuare a lavorare su nuove sanzioni contro l’Iran definendo ancora una volta «inaccettabile» la soluzione di compromesso proposta da Brasile e Turchia per uno scambio di uranio a basso arricchimento con combustibile nucleare da effettuarsi in territorio turco. Ali Asghar Soltanieh, capo negoziatore dell’Iran, ha attaccato a sua volta gli Stati Uniti, accusandoli di «continuare a investire nel loro sistema atomico». Comunque, l’Iran si è congratulato per il risultato raggiunto dalla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare che ha trovato ieri il consenso su un Medio Oriente senza armi nucleari. «È un passo avanti verso la creazione di un mondo senza armi nucleari», ha detto Ali Asgar Soltanieh, in un’intervista all’agenzia ufficiale iraniana Irna.

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