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Per un cammino comune di scienza e carità

· Il cardinale Tarcisio Bertone sull'opera della Casa Sollievo della Sofferenza ·

Con l'auspicio che la struttura, «così apprezzata in Puglia e nell'intera Penisola, possa continuare nella sua benemerita opera di cura, recando ai degenti, insieme ai rimedi medici e sanitari più aggiornati, il sollievo dello spirito, in un'autentica condivisione dei momenti di trepidazione e di speranza di quanti ad essa si affidano con fiducia», il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha inaugurato mercoledì 10 novembre a Roma il convegno promosso dalla Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina, sul tema «Le staminali cerebrali per la cura delle malattie neurodegenerative: gli sviluppi della ricerca».

Un tema «quanto mai attuale e dai molteplici risvolti scientifici e morali», ha commentato il porporato riproponendo un discorso pronunciato da padre Pio il 5 maggio 1957, in occasione del primo anniversario dell'Opera: «una città ospedaliera — disse — tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche», con un centro di studi intercontinentale che «dovrà coadiuvare i sanitari a perfezionare la loro cultura professionale e la loro formazione». Come non vedere in queste parole — ha commentato — «un'anticipazione di quanto, mezzo secolo dopo, diventerà l'obiettivo primario di qualsiasi struttura sanitaria pubblica o privata che aspiri all'eccellenza? Tale obiettivo prevede di trasferire i risultati della ricerca scientifica direttamente al letto del malato, considerando la didattica e la formazione come fasi insostituibili in ogni processo di diagnosi e cura».

Di conseguenza, la prospettiva indicata da padre Pio «appare oggi lungimirante». Quanto all'attualità — ha detto il cardinale Bertone — «il progetto di costruzione di una nuova piastra tecnologica e di nuovi ambienti per l'accoglienza, la degenza e la logistica, è la risposta alle esigenze di sempre maggior sicurezza e comfort e alla necessità di sperimentare modelli innovativi esistenziali attraverso i quali cercare di coniugare efficacia delle cure e sostenibilità economica». Poi il porporato ha sottolineato come l'impostazione originaria abbia trovato «solide basi» in «una concezione cristiana della sofferenza e della malattia.

Per il santo fondatore la dimensione spirituale determina l'etica istituzionale e individuale, come pure le virtù che devono essere esercitate da quanti si prendono cura della persona sofferente». Per questo la Casa di San Giovanni Rotondo è chiamata «a connotare di significato etico ogni processo di sviluppo delle sue strutture e dei suoi programmi di ricerca». E al riguardo, ha ricordato quanto scritto da Benedetto XVI nell a Spe salvi , nella cui prospettiva, «la verifica sul raggiungimento degli scopi dell'ospedale fondato dal Santo del Gargano, non può limitarsi a un mero rendiconto di risultati, in rapporto alla responsabilità sociale ed economica propria di ogni impresa. Parimenti, il suo futuro non può essere pensato solo in funzione delle componenti legate all'innovazione scientifica e tecnologica, ma dev'essere alimentato dalla virtù della carità evangelica».

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