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Per un aiuto ai cristiani  del Medio Oriente

· I lavori dell’ottantaseiesima assemblea della Roaco ·

Un’ininterrotta preghiera per la pace in Medio Oriente, ma anche per i benefattori che vi sostengono la presenza dei cristiani. Nel costante ricordo delle sofferenze di tanti uomini e donne, specie a causa della crisi siriana, ma anche della grande testimonianza di vitalità offerta dalle popolazioni della regione. È stato questo lo spirito con cui sono state vissute in Vaticano, dal 18 al 20 giugno scorsi, le giornate dei lavori dell’ottantaseiesima assemblea plenaria della Riunione opere aiuto Chiese orientali (Roaco), culminate con l’udienza papale.

L’organismo raduna dal 1968 le agenzie cattoliche impegnate nel sostegno alle comunità cristiane dell’Oriente in tutte le dimensioni della loro vita: culto, clero, formazione pastorale, istituzioni educative e scolastiche, assistenza socio-sanitaria. Tema dei lavori di quest’anno: «La situazione dei cristiani e delle Chiese in Egitto, Iraq, Siria e in Terra Santa». Con i vertici della Congregazione per le Chiese Orientali e i rappresentanti di oltre venti agenzie caritative provenienti da dieci Paesi occidentali, erano presenti anche autorevoli esponenti delle comunità interessate: il nunzio apostolico in Siria, Mario Zenari, e il delegato apostolico a Gerusalemme, Giuseppe Lazzarotto, il custode francescano di Terra Santa, Pierbattista Pizzaballa, e i nuovi patriarchi copto-cattolico, Ibrahim Isaac Sidrak, e  caldeo, Raphael i Sako, entrambi eletti all’inizio del 2013.

Così alla prolusione del cardinale prefetto Leonardo Sandri, che è anche presidente della Roaco, hanno fatto seguito interventi suddivisi per le diverse aree geografiche. La prima mattinata è stata dedicata alla Siria: il nunzio Zenari ha espresso gratitudine per i ripetuti appelli del Papa alla cessazione delle ostilità, come pure per l’attenzione riservata dalla Santa Sede e il fattivo aiuto della Caritas internationalis e di numerose agenzie di assistenza.

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14 ottobre 2019

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