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Per invitare all’azione in tempi di crisi

· Una riflessione dei presuli irlandesi ·

«Un invito all’azione in tempi di crisi» ( A call to action in times of crisis ) è il titolo di una riflessione del Consiglio di giustizia e pace della Conferenza episcopale irlandese pubblicata nei giorni scorsi. «Nello spirito di questa riflessione — si legge nel testo dei presuli — non possiamo non riconoscere che molte persone in Irlanda attendono con interesse e preoccupazione il bilancio dello Stato per il 2012 e il nuovo programma di Governo. È auspicabile che le misure adottate in questi ambiti essenziali contribuiscano al bene comune e non creino ulteriori cicatrici nel tessuto sociale della nazione. Oggi — proseguono i vescovi — è importante chiederci in che misura la dimensione sociale del Vangelo, come è intesa attraverso il prisma del discorso della montagna, si rifletta nell’esercizio e attraverso l’esercizio del ministero che nasce dal nostro comune Battesimo. In quale misura — si chiedono i vescovi — il messaggio evangelico di Gesù Cristo e la dottrina sociale della Chiesa permeano la pratica professionale e anche la moltitudine di decisioni che costituiscono la nostra vita quotidiana?».

Il titolo «Un invito all’azione in tempi di crisi» — ha spiegato monsignor Raymond W. Field, vescovo ausiliare di Dublino e presidente del Consiglio episcopale di giustizia e pace — riconosce la realtà della fragilità umana, ma propone comunque una riflessione sul lavoro per la giustizia e la pace che trascende le particolarità di un qualsiasi specifico momento di crisi in un qualunque Paese.

Tale riflessione è stata scritta in un momento di perdurante crisi in Irlanda, le cui dimensioni sono state delineate nel corso di tre prese di posizione recenti da parte del Consiglio di giustizia e pace: «Sulla scia della Tigre celtica: la povertà nell’Irlanda contemporanea», nel 2009; «Sfidare la povertà in Irlanda del Nord», nel 2010; «Dalla crisi alla speranza: lavorare per realizzare il bene comune», nel 2011.

A quanti svolgono ruoli di leadership nella Chiesa in Irlanda, il vescovo ausiliare di Dublino ha ricordato che è doveroso porsi alcune domande. Per esempio: in quali misure le preoccupazioni per la giustizia e la pace sono al centro del lavoro del ministero a livello diocesano, parrocchiale e locale? In quali misure le preoccupazioni relative alla giustizia e alla pace sono al centro del lavoro della nuova evangelizzazione, che la Chiesa in Irlanda, negli ultimi anni, ha indicato come priorità e che è stata inglobata nel direttorio catechetico recentemente pubblicato? Fino a che punto le preoccupazioni della giustizia e della pace sono al centro della nostra comprensione della santa Eucaristia?

«Non si può prescindere da queste importanti domande — ha spiegato monsignor Field — se l’insegnamento della Chiesa sul lavoro a favore della giustizia deve essere alla base delle nostre priorità pastorali in questo momento di crisi in Irlanda. L’esempio dato da Gesù Cristo lavando i piedi dei suoi discepoli è un ricordo significativo, semmai ve ne fosse bisogno, della centralità dell’ideale di servizio per qualsiasi spiegazione o celebrazione dell’Eucaristia. Inoltre, come abbiamo sottolineato nel capitolo intitolato Promoting the Church’ s Social Teaching as part of the New Evangelisation (Promuovere la dottrina sociale della Chiesa come parte della nuova evangelizzazione), il lavoro per la giustizia e la pace è parte costitutiva del Vangelo e la nuova evangelizzazione deve apparire in questa luce, se vuole essere una testimonianza autentica del Vangelo».

In precedenti occasioni i presuli irlandesi hanno sottolineato che «il conformismo religioso senza l’evangelizzazione è distruttivo. L’eccessivo attaccamento al potere — hanno detto — conduce gli uomini a terribili abusi di tale potere e alla cecità mortale». Numerose volte i vescovi hanno ribadito che «i cristiani hanno il diritto e il dovere di contribuire alla vita culturale, economica, politica e sociale della società a cui appartengono» e sono chiamati a «essere cittadini attivi che lavorano per il bene comune attraverso la loro partecipazione a tutto ciò che contribuisce allo sviluppo integrale della società e della persona».

Intanto, a margine dei lavori dell’assemblea plenaria, in un messaggio per il Natale rivolto alle loro comunità ecclesiali, i vescovi hanno rinnovato il loro impegno a «lavorare perché i fallimenti del passato siano affrontati con verità, giustizia e umiltà».

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