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Per incontrare la gente e parlare di Dio

· All’arrivo a Berlino Benedetto XVI spiega la motivazione fondamentale del viaggio in Germania ·

Nel pomeriggio di giovedì la visita al Bundestag, l’incontro con la comunità ebraica e la messa nello stadio olimpico

La legittimità di manifestazioni di protesta quando si esprimono in modo civile, la gioia di essere comunque «nella mia Germania» (la radice, ha detto riferendosi alla sua patria, non può né deve essere tagliata), gli abbandoni della Chiesa a motivo degli scandali, ma anche il dialogo ecumenico e il significato della presenza di un Papa tedesco in Germania: sono i principali temi affrontati da Benedetto XVI stamane, giovedì 22 settembre, nella conferenza stampa a bordo dell’aereo diretto a Berlino.

Come di consueto il Papa ha risposto alle domande formulate per i giornalisti dal gesuita Federico Lombardi su argomenti di attualità, alla luce del viaggio appena iniziato. Così si è parlato delle forme di protesta nei suoi confronti annunciate in questi giorni da alcuni gruppi e organizzazioni del Paese. Niente da dire, ha in pratica risposto il Papa, è normale che ci siano contestazioni. Era già accaduto in occasione del viaggio in Gran Bretagna e a Madrid. Del resto, ha fatto notare Benedetto XVI, nelle società libere, e al contempo secolarizzate, è normale che ci siano contrarietà anche nei confronti del Pontefice e della Chiesa. Bisogna prenderne atto, ha detto, specie quando si manifestano in modo civile. Ma se è vero che secolarismo e opposizione al cattolicesimo sono fortemente radicati, è anche vero che ci sono tante aspettative e tanto amore per il Papa. In Germania, ha notato ancora, c’è un’opposizione di vecchia data verso il cattolicesimo, ma è anche crescente la convinzione del bisogno di una forza morale nella società, di Dio nel nostro tempo. Per questo tanta gente aspetta con gioia il Papa per una festa della fede.

Altro argomento toccato, il problema delle defezioni dalla Chiesa, causate in parte anche dalle vicende degli abusi commessi da esponenti del clero. In proposito Benedetto XVI ha invitato a distinguere tra quanti si sentono scandalizzati da questi veri e propri crimini, e quanti abbandonano per altre motivazioni. Se nel primo caso, infatti, c’è chi non riesce a riconoscersi nella Chiesa come forza di umanizzazione e moralizzazione, nel secondo le cause possono essere molteplici, anche se in definitiva tutte riconducibili alla secolarizzazione della società. Qui si tratta, dunque, solo dell’ultimo passo di un percorso di allontanamento da parte di chi considera l’appartenenza alla comunità cattolica alla stregua dell’iscrizione a un club sportivo o a un circolo culturale. In realtà — ha avvertito il Pontefice — qui si tratta di essere nella rete del Signore, che tira a riva pesci buoni e pesci cattivi dalle acque della morte alla terra della vita. Non bisogna lasciarsi contaminare dai pesci cattivi. La Chiesa, ha ribadito, è diversa da qualsiasi altra forma di associazione umana, perché tocca il fondamento del nostro essere. E anche se ci sono scandali terribili, non si deve abbandonarla ma aiutarla a superare le difficoltà e gli ostacoli.

Una domanda sull’ecumenismo ha dato modo al Pontefice di ribadire la sua consapevolezza circa l’importanza dell’incontro con i fratelli evangelici. Ci sono molte cose in comune, ha detto, anche se permangono problemi. Sarà importante approfondire ciò che accomuna per mostrarsi uniti davanti al mondo.

Dopo la cerimonia di benvenuto e gli incontri con il presidente federale e il cancelliere, nel pomeriggio il Papa compie la visita al Parlamento federale, dove pronuncia l’atteso discorso sui fondamenti dello Stato liberale di diritto, e incontra la comunità ebraica di Berlino, prima di celebrare la messa nell’Olympiastadion.

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