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Per il santo di Frisinga una giovane comunità cristiana

Ben tre successori di san Corbiniano sulla cattedra di Frisinga si sono ritrovati, domenica mattina, 20 marzo, intorno all’altare della parrocchia romana a lui dedicata: Benedetto XVI e i cardinali Reinhard Marx e Friedrich Wetter. Insieme hanno concelebrato l’Eucaristia, durante la quale il Pontefice ha dedicato la nuova chiesa al santo vescovo, nel quartiere dell’Infernetto, in occasione della sua visita pastorale.

Il Papa è stato accolto da una moltitudine festosa di bambini e ragazzi, presenza giovanile che caratterizza questa realtà della periferia sud-est di Roma. All’inizio della concelebrazione eucaristica, il parroco don Antonio Magnotta ha rivolto al Pontefice un breve saluto. «La nostra parrocchia — ha detto — nasce oggi dall’oggettiva fraternità che ci dona la successione apostolica e ci ricorda che essa è nota costitutiva della comunità. Desideriamo, in questo quartiere, essere segno luminoso di legami cordiali e sereni per rendere credibile l’impagabile onore di annunciare il Vangelo. Noi siamo orgogliosi, Santo Padre, di ricevere da Lei questo tempio e la sua presenza è la visibile garanzia che la fecondità della comunione ha la sua fonte nell’unità della professione di fede». Il parroco ha poi sottolineato la grande presenza dei bambini e dei ragazzi nel territorio parrocchiale «che sono il cuore e la misura della nostra parrocchia». «Desidero mettere nelle sue mani — ha aggiunto — le famiglie e in particolare le mani dei papà: sono loro che ci aiutano a ricordare l’orso di san Corbiniano che con umile sequela porta il giogo del cammino. La nostra parrocchia non deluda mai le speranze dei genitori: la Chiesa porta con loro il peso soave della famiglia e, mentre costruiamo questa giovane comunità, preghiamo di essere di esempio a coppie giovani che si affacciano nell’impegno di fondare la propria casa».

Dopo il saluto, l’architetto Umberto Riva ha consegnato al Papa le chiavi della chiesa. Quindi si è svolto il rito di dedicazione dell’edificio. Il Pontefice ha asperso con l’acqua santa il popolo, le pareti e l’altare. Sono state cantate le litanie dei santi, al termine delle quali il Papa ha collocato le reliquie di san Pio X, san Domenico di Guzmán e santa Maria Goretti nel sepolcro precedentemente preparato, ha unto il centro e i quattro angoli dell’altare con il crisma e ha consegnato a due concelebranti il vasetto per ungere le pareti della chiesa, che sono state segnate con quattro croci. Il Pontefice ha poi incensato l’altare e ha consegnato una candela accesa al diacono, il quale ha acceso a sua volta le candele dell’altare per la celebrazione eucaristica. La liturgia è stata animata dal coro polifonico parrocchiale e dalle «Piccole voci di san Corbiniano», sotto la direzione di Cristiano Accardi, con Davide Conflitti all’organo.

Al termine della messa, il Pontefice, accolto da un volo di colombe, ha salutato i fedeli che lo attendevano festosi sul sagrato e ha fatto ritorno in elicottero in Vaticano. A nome dei fedeli, il parroco gli ha regalato un quadro raffigurante un prospetto della chiesa con lo stemma di san Corbiniano.

Il cardinale Marx ha poi consegnato a ogni bambino della parrocchia una medaglia placcata in argento recante sul recto un’immagine di san Corbiniano e sul verso una riproduzione di una moneta dell’epoca coniata a Frisinga. Questa medaglia viene tradizionalmente donata ai piccoli durante la festa del santo che si celebra nella cattedrale bavarese. Il porporato ha anche fatto distribuire un elegante volumetto che illustra il ciclo di affreschi della cattedrale di Frisinga, nei quali si narrano le vicende di san Corbiniano. I venti dipinti risalgono alla prima metà del XVIII secolo, essendo stati commissionati nel 1724 dal principe vescovo Eckher von Kapfing ai fratelli Cosmas ed Egid Quirin Asam.

Il Papa aveva raggiunto la parrocchia in elicottero, accompagnato dal vescovo Paolo De Nicolò, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, da monsignor Alfred Xuereb, della segreteria particolare, e dal medico personale Patrizio Polisca. Al suo arrivo è stato accolto dai cardinali Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma, Marx, arcivescovo di München und Freising, e Wetter, arcivescovo emerito di München und Freising; dai vescovi Paolino Schiavon ed Ernesto Mandara, ausiliari di Roma, Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici; da monsignor Paolo Mancini, prelato segretario del vicariato di Roma, dal parroco e da don Samuele Depedri, viceparroco. Tra le personalità presenti, Walter Jürgen Schmid, ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, suor Maria Celestina Zunino, superiora generale delle maestre pie di sant’Agata, Carlo Poggi, impresario che ha costruito la chiesa, e il direttore del nostro giornale.

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