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Per il futuro della società giovani formati nella fede

· Benedetto XVI a un gruppo di vescovi degli Stati Uniti in visita «ad limina Apostolorum» ·

Il contributo che le istituzioni educative cattoliche possono offrire alla costruzione di «una società sempre più saldamente radicata in un umanesimo autentico» è stato sottolineato dal Papa nel discorso rivolto a un gruppo di vescovi degli Stati Uniti d’America ricevuti in udienza sabato mattina, 5 maggio, in occasione della visita ad limina Apostolorum .

Nel suo discorso, dedicato interamente alla «questione dell’educazione religiosa e della formazione alla fede della prossima generazione di cattolici» statunitensi, Benedetto XVI ha evidenziato anzitutto la necessità di «preservare il grande patrimonio» delle scuole cattoliche americane, garantendo soprattutto che il loro accesso «rimanga alla portata di tutte le famiglie, qualunque sia la loro situazione finanziare». Per il Pontefice queste istituzioni non sono soltanto «una risorsa fondamentale per la nuova evangelizzazione» ma offrono anche un «importante contributo alla società americana in generale». Contributo che, ha notato, «dovrebbe essere più apprezzato e sostenuto con maggiore necessità».

Dal Papa anche un forte richiamo alla necessità di tener ferma l’identitità cattolica di questi istituti, «nella fedeltà ai loro ideali fondanti e alla missione della Chiesa nel servizio al Vangelo». Una questione su cui, ha affermato, «rimane ancora molto da fare». Da qui il monito a non alimentare disaccordi tra singoli rappresentanti delle istituzioni cattoliche e «la guida pastorale della Chiesa»: tali divergenze, infatti, «danneggiano la testimonianza della Chiesa» e possono essere facilmente sfruttate per «compromettere la sua autorità e la sua libertà».

In ogni caso, per Benedetto XVI l’educazione dei giovani alla fede rappresenta «la sfida più urgente» che i cattolici statunitensi devono affrontare. E a questo proposito il Papa ha invitato a tener conto dell’esigenza di «formare i cuori», oltre che di «trasmettere conoscenze», e di incoraggiare gli studenti ad approdare a «una visione dell’armonia tra fede e ragione capace di guidare una ricerca della conoscenza e della virtù che duri tutta una vita». Non basta, in definitiva, garantire il mero insegnamento della religione o la semplice presenza di una cappellania in un istituto: c’è bisogno, da parte degli insegnanti, di autentica «passione intellettuale» e di impegno per integrare fede e vita in una «fondamentale unità».

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