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Per i bambini di Haiti  emergenza infinita

· A un anno dal devastante terremoto ·

Non hanno accesso all'acqua potabile, a regolari servizi igienici, sanitari e scolastici, e sono minacciati dalle malattie e dal fenomeno della tratta: per quattro milioni di bambini haitiani l'emergenza non è mai finita. A un anno dal devastante sisma che il 12 gennaio 2010 colpì il Paese, le condizioni di vita dei più piccoli sono ancora drammatiche, tra la lentezza degli aiuti internazionali, l'incertezza della situazione politica e il silenzio dei media.

A fare il punto della situazione è l'Unicef che, in un rapporto, traccia un bilancio di quanto è stato fatto ad Haiti a favore dell'infanzia in questi dodici mesi. Oltre 380.000 bambini — fa sapere l'agenzia dell'Onu — vivono ancora in campi per sfollati. L'Unicef si sta adoperando soprattutto per far fronte al dilagare delle malattie, provvedendo con massicce campagne di vaccinazioni contro la poliomelite, il morbillo e la difterite, e con la distribuzione di 360.00 zanzariere a 163.000 famiglie. L'agenzia ha inoltre organizzato il trasporto di autocisterne di acqua potabile, di cloro e di compresse per la disinfestazione. Molto è stato fatto — come si legge nel rapporto — sul fronte dell'istruzione, anche se, al momento, più della metà dei bambini di Haiti non frequenta la scuola. Il terremoto, inoltre, ha amplificato problemi strutturali, a partire dalla malnutrizione cronica, che colpisce un bambino su tre al di sotto dei cinque anni di età. Un appello alla comunità internazionale per raddoppiare gli sforzi in favore della popolazione haitiana è giunto oggi dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.

Resta alto, intanto, l'allarme colera. L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che l’epidemia ha già ucciso 3.651 haitiani e non ha ancora raggiunto il suo picco. Per l’emergenza — riferisce la Croce Rossa Internazionale — sono stati raccolti circa 895 milioni di euro, di cui sono stati spesi circa 218 milioni.

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11 dicembre 2019

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