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Per comunicare la novità dello Spirito

· Il viaggio di Papa Francesco in Brasile raccontato dalle telecamere del Centro televisivo vaticano ·

Il volo è da poco decollato. Papa Francesco va a salutare chi lo sta accompagnando in Brasile, il personale di bordo e i giornalisti che vuole incontrare personalmente: chi chiede una preghiera, chi è preso dall’emozione, chi fa benedire un rosario, chi scambia una battuta. L’orizzonte non è certo quello del protocollo, tra attenzione personale, ascolto e sguardi. Momenti che il Centro televisivo vaticano (Ctv) documenta nel processo di passaggio dal mondo del racconto (ciò che sta avvenendo e deve essere raccontato) al mondo dello spettatore.

Nella consapevolezza che la narrazione audiovisiva, fatta in questo caso di competenza linguistica e di amore per la Chiesa, rappresenta un’attrazione, un’influenza, una sollecitazione perché si dia l’appropriazione della trama di quanto viene raccontato — i gesti e le parole del Papa nel viaggio in Brasile — da parte dello spettatore nel concreto dispiegarsi nella storia dei propri sogni, pensieri, progetti e attese. In Temps et récit Paul Ricœur precisa che un’opera non è semplicemente rivolta a un lettore futuro ma prevede tale lettore, anzi prepara proprio per lui un’esperienza viva della lettura. I cameramen del Ctv sentono la responsabilità di raccontare e di prevedere per lo spettatore un’esperienza viva di visione, ovvero «ciò che c’è da interpretare in un testo» dice sempre Ricœur.

Tra competenze linguistiche, rapporto discreto e personale con la figura del Santo Padre, amore per la Chiesa, il Ctv narra gli avvenimenti — nella forma del servizio, come prevede il suo Statuto — del Papa e le attività della Santa Sede. Nonostante sia noto che l’uso, in ambito storico, delle immagini è attraversato da ritrosie, ritardi e superficialità, l’impegno della Santa Sede per un archivio storico audiovisivo non solo è stato deciso, ma vive ora di una tenace strategia di digitalizzazione e conservazione.

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18 novembre 2019

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