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Per carità di patria studiate la storia

· Ernesto Galli della Loggia sul «Corriere della Sera» ·

Le celebrazioni per i centocinquanta anni dell'unità d'Italia — che sono state aperte dal presidente Giorgio Napolitano — sono un'occasione non solo per ripensare alla storia del Paese, ma anche per verificare quanti danni abbia causato e continui a causare l'ignoranza del passato sia in Italia che in altri Paesi. Nell'editoriale del «Corriere della Sera» del 7 gennaio, Ernesto Galli della Loggia osserva come anche per gli stranieri colti l'immagine dell'Italia sia schiacciata sotto il peso degli stereotipi. «Un Paese che vuole contare ed essere preso sul serio dagli altri — rileva l'intellettuale — è innanzitutto un Paese di cui gli altri conoscono a sufficienza la storia e la realtà attuale». Prendendo spunto dal caso Battisti e analizzando la decisione del Brasile di trattare l'Italia come «un alleato minore», lo storico sostiene che non basta indignarsi, ma occorre passare a un livello di analisi più profonda della situazione. Ma la «carità di patria», che dovrebbe indurre «non certo a nascondere la propria opinione, ma almeno ad accompagnarla con discorsi più alti e con un certo distacco — conclude — non è merce molto diffusa tra gli italiani colti quando si trovano fuori casa».

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