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Pentimento
e desiderio del bene

· Un commento del cardinale Coccopalmerio all’ottavo capitolo di «Amoris laetitia» ·

Lo stendardo di Ur ritrovato in una tomba della città  (2600-2400 a.C.)

Il pregio principale della lettura guidata del capitolo ottavo di Amoris laetitia del cardinale Francesco Coccopalmerio (Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2017, pagine 56, euro 8) è di far parlare il documento, lasciando emergere ciò che a un rapido sguardo fin troppo sbrigativo rischia di venir trascurato, se non sacrificato o ancor peggio travisato, come talvolta è avvenuto. Con asciutta precisione e chiarezza essenziale, il canonista mostra che non sono necessarie acrobazie per cogliervi la novità pastorale nella continuità della tradizione dottrinale della Chiesa. I fondamenti della teologia del matrimonio sono uniti, senza confusione, con quelli della teologia morale; il profilo ideale della famiglia cristiana è distinto, senza separazione, dalla saggezza pastorale rivolta a quanti hanno sperimentato il fallimento matrimoniale. L’acribia con cui viene commentato il documento pontificio mostra in modo limpido in quale maniera sia sempre necessario interpretare i testi magisteriali: non per dubitarne, ma per comprenderli e accoglierli.

di Maurizio Gronchi

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28 giugno 2017

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