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Penitenziere sotto la pioggia

· Il passionista Domenico Bàrberi accolse Newman nella Chiesa cattolica ·

È in libreria il volume John Henry Newman. Profilo di un cercatore di verità (Milano, Ancora, 2010, pagine 160, euro 13). L'autore ha approfondito per il nostro giornale la figura del passionista Domenico Bàrberi che accolse la conversione di Newman al cattolicesimo.

Il passo decisivo dell'ingresso di John Henry Newman nella Chiesa cattolica avvenne con un gesto semplice e umile. Il 9 ottobre 1845 veniva accolto dal padre passionista Domenico Bàrberi. Nel suo Diario Newman scrisse: «In serata venne padre Domenico. Iniziai la mia confessione».

Quella sera piovosa Newman incominciò, dunque, la sua confessione generale presso il fuoco a cui il passionista, giunto tutto bagnato fradicio, si riasciugava. La preparava da giorni e la terminò l'indomani, il 9 ottobre, quando, verso le sei del pomeriggio, fece la professione di fede, seguita dal battesimo sotto condizione; il giorno seguente partecipò alla messa e fece la comunione.

Chi era l'uomo che aveva accolto Newman nella Chiesa cattolica? Padre Domenico Bàrberi, detto anche l'Apostolo dell'Inghilterra, beatificato nel 1963, era un religioso italiano giunto a Londra da pochi anni, a seguito dell'abrogazione delle leggi penali, come missionario tra i più poveri. Era nato nel 1792 a Viterbo, da una famiglia molto povera.

Un giorno ebbe modo di incontrare dei padri passionisti allontanati dalla loro comunità religiosa a seguito della soppressione degli ordini religiosi negli Stati pontifici avvenuta dopo l'occupazione napoleonica. Domenico vide in questo incontro un segno della volontà di Dio che egli entrasse a far parte di questa comunità religiosa. I passionisti gli promisero di accoglierlo come confratello laico non appena il loro ordine religioso fosse stato ricostituito. In questo periodo avvertì una chiamata interiore che lo portò a convincersi di essere destinato a predicare il Vangelo in terre lontane e più tardi avrebbe affermato di aver avuto una specifica chiamata a predicare al popolo inglese. Anche san Paolo della Croce, fondatore dell'ordine, aveva avuto in effetti un grande entusiasmo per la conversione dell'Inghilterra, e quasi una visione profetica che questa terra avrebbe dato molto, in futuro, alla Chiesa.

Inizialmente quindi entrò nell'ordine come confratello laico, ma non appena si furono palesate le sue eccezionali virtù e doti umane, venne avviato agli studi per il sacerdozio.

Completato il corso regolare di studi, insegnò filosofia e teologia agli studenti della congregazione per un periodo di dieci anni, in cui produsse numerose opere teologiche e filosofiche. Nell'estate del 1830 gli fu chiesto di seguire un inglese convertito al cattolicesimo, sir Henry Trelawney. Nel corso di quest'incontro Domenico fece conoscenza con altri cattolici inglesi influenti quali Ambrose Phillips de Lisle, e soprattutto Lord George Spencer, anch'egli un convertito dall'anglicanesimo. Era il figlio del secondo conte Spencer, George John Spencer, a quel tempo Primo Lord dell'Ammiragliato. Padre Domenico e Lord Spencer divennero amici: il figlio di un contadino laziale e il figlio di uno dei primi Pari d'Inghilterra erano animati da un comune fuoco che ardeva nei loro cuori: quello dell'evangelizzazione. Spencer fu impressionato dalla tensione verso la santità di padre Domenico, e dalla sua certezza di aver ricevuto la missione di evangelizzare l'Inghilterra.

Nel 1839 il Capitolo generale dei Passionisti discusse la possibilità di fondare una casa dell'ordine in Inghilterra. Il superiore di padre Domenico Bàrberi, memore della sua aspirazione all'apostolato in Inghilterra, nonostante l'età e la malferma salute, decise di metterlo a capo di questa missione.

Domenico ricevette dal vescovo Nicholas Wiseman l'autorizzazione ad aprire una casa passionista presso Birmingham. La missione fu aperta agli inizi del 1842. L'accoglienza non fu molto benevola: i pochi cattolici locali temevano che i nuovi venuti avrebbero provocato rinnovate persecuzioni. Domenico fu anche ridicolizzato: i suoi tentativi di pregare in lingua inglese furono accolti da risate. Ma la comunità aumentò in numero e la gente a mano a mano che conosceva Domenico ne era sempre più entusiasta ed egli incominciò a ricevere un costante flusso di conversioni.

Padre Domenico aveva scritto una lettera ai professori di Oxford, al gruppo dei tractarians , un documento di stima, affetto, totale dedizione fino a desiderare il martirio a favore dell'Inghilterra. Il religioso descrisse inoltre le sue grandi speranze sulla conversione dell'Inghilterra e la sua convinzione che gli uomini di Oxford sarebbero stati uno strumento della medesima. La lettera impressionò fortemente Newman.

Domenico condivideva con Newman un grandissimo rispetto nei confronti delle altre Chiese, il che faceva loro evitare il disprezzo, l'ostilità, la diffamazione che purtroppo erano tanto diffusi fra i cristiani delle diverse denominazioni. Egli stesso era stato più volte vittima di aggressioni settarie, nondimeno continuò a girare per le grandi città inglesi predicando e testimoniando la sua fede.

Uno dei più stretti collaboratori di Newman, Dalgairns, tenne col passionista italiano una fitta corrispondenza, che lo portò alla conversione nel settembre del 1845, un mese prima di Newman. Questi, a sua volta, era stato colpito dalla testimonianza di santità che padre Domenico rendeva, e sensibile com'era nei confronti dei segni divini, era rimasto impressionato dalla preghiera del fondatore dei passionisti, san Paolo della Croce, per l'Inghilterra. Non poteva umanamente spiegarsi questa ispirazione e pensava a qualcosa di soprannaturale. Sapeva che Paolo aveva previsto che i suoi figli sarebbero arrivati in Inghilterra.

Così, quando fu il momento di compiere il grande passo, di entrare finalmente nella Chiesa cattolica, Newman si rivolse a questo umile passionista del viterbese. Newman lo chiamò, e padre Domenico rispose. Newman riferisce nella sua Apologia , come Domenico fosse arrivato inzuppato di pioggia e come, mentre il religioso si asciugava davanti al fuoco del camino, egli si fosse inginocchiato e gli avesse chiesto di essere accolto nella Chiesa cattolica. Il fatto è immortalato da una scultura nella chiesa cattolica del Beato Domenico Bàrberi a Littlemore. Altri due membri della piccola comunità di Littlemore furono accolti nella Chiesa cattolica e il passionista celebrò la messa per loro l'indomani mattina. Dopo di che Domenico Bàrberi e John Henry Newman seguirono ciascuno il proprio destino.

Padre Domenico continuò a svolgere i suoi compiti nella predicazione delle missioni e nella guida delle case passioniste che andavano progressivamente aumentando. L'intensa attività minò la salute del passionista: il 27 agosto 1849, mentre stava viaggiando da Londra a Woodchester, Bàrberi subì un attacco cardiaco, e morì alla stazione di Reading. Sarebbe stato beatificato nel corso del concilio Vaticano II, nel 1963. Nella omelia per la beatificazione Paolo VI disse di lui: «Fu uomo sia di preghiera che di azione: noi sappiamo che padre Domenico era un grande maestro di ascetismo, infaticabile predicatore, apostolo ed esperto apologeta del pensiero contemporaneo, ma conscio anche delle idee sia nuove che del passato e degli errori pericolosi».

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