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Pellegrinaggio di pace
in Kashmir

· Promosso dai francescani cappuccini ·

Un pellegrinaggio a Gandha Singh, villaggio del Punjab, al confine tra India e Pakistan, per dire no alla guerra, portare un messaggio di pace, chiedere ai governi di India e Pakistan di non coinvolgere i due popoli in un conflitto che porterebbe solo odio, dolore e distruzione. È stato questo lo spirito che ha caratterizzato il pellegrinaggio compiuto da una delegazione di frati francescani cappuccini, in un momento di altissima tensione tra India e Pakistan, dopo l’attentato in Kashmir e la reazione militare indiana.

«Scopo di questa visita — ha sottolineato padre Francis Nadeem, Custode dei Cappuccini in Pakistan e Segretario esecutivo della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, noto promotore di pace e armonia interreligiosa nel paese — era lanciare un messaggio di pace, fratellanza, amicizia, riconciliazione e reciproca accoglienza alle nazioni di India e Pakistan. Abbiamo innalzato a Dio una preghiera perché ci si possa impegnare per una pace sostenibile, abbiamo fatto silenzio e abbiamo acceso ceri per simboleggiare il nostro impegno e la nostra invocazione all’Altissimo». I frati — riferisce l’agenzia Fides — hanno recitato e distribuito alla gente presente nel villaggio la preghiera attribuita a san Francesco d’Assisi, che recita «Dio rendici strumenti della tua pace». I francescani in Pakistan, hanno detto che in questo momento critico di escalation militare, «avvertono la chiara responsabilità di non cedere alla violenza e di prospettare una soluzione pacifica per l’annosa questione del Kashmir, richiamando la politica, in Pakistan e in India, a scegliere la via del negoziato e del confronto e non quella delle armi».
Della delegazione hanno fatto parte padre Benedict Ayodi, presidente della commissione giustizia, pace e integrità del creato della curia generalizia dei frati cappuccini, giunto in visita in Pakistan per seguire progetti e iniziative su temi come gestione dei conflitti, diritti umani, alleviamento della povertà, costruzione della pace, dialogo interreligioso. Tra gli altri frati, c’era anche padre Francis Nadeem.

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22 settembre 2019

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