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Pedro Arrupe
uomo di Dio e della Chiesa

· Il generale della Compagnia di Gesù avvia l’iter per la causa di beatificazione ·

«Durante gli ultimi mesi, come ho riferito alle persone a proposito di questa intenzione durante i miei viaggi, sono stato in grado di vedere quanto siano vive la memoria e l’eredità di padre Arrupe. Eloquenti e anche commoventi lettere postulatorie ricevute da tutto il mondo confermano che la sua reputazione di santità è riconosciuta in differenti settori della Chiesa. Questa reputazione di santità è spontanea, continua e durevole». Così padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale della Compagnia di Gesù, nella lettera inviata alla famiglia gesuita per renderla partecipe che «il processo verso la possibile beatificazione di padre Pedro Arrupe», guida dei figli di sant’Ignazio di Loyola dal 1965 al 1983, «è ufficialmente iniziato». Infatti, «dopo la preghiera e un’attenta considerazione, la Compagnia ha richiesto l’inizio di questo discernimento ecclesiale sulle virtù eroiche di padre Arrupe». E la causa è stata messa in moto presso il Vicariato di Roma, città dove il gesuita è morto il 5 febbraio 1991.

Ovunque, gesuiti e non gesuiti, sottolinea padre Sosa, sono stati testimoni delle eccezionali qualità di padre Arrupe: «Il suo desiderio di adempiere in ogni cosa il volere di Dio Padre, il suo radicamento in Gesù Cristo, la sua fiducia nello Spirito santo come guida della Chiesa, la sua ferma lealtà al Santo Padre, il “Vicario di Cristo sulla terra”, la sua disposizione missionaria, la sua fedeltà personale al nostro modo di procedere, la sua sensibilità alle situazioni sociali drammatiche, il suo amore e vicinanza ai poveri». In questo senso, spiega il preposito generale dei gesuiti, «padre Pedro Arrupe si è dimostrato essere uno straordinario, appassionato, “uomo di Dio e uomo della Chiesa”».

Nella lettera, padre Sosa ripercorre le tappe fondamentali della vita di Arrupe, ventottesimo superiore generale della Compagnia di Gesù, ricordandone «la sua presenza entusiastica, libera, saggia e fedele nella tumultuosa Chiesa del concilio» e la sua diretta partecipazione all’ultima sessione del Vaticano II, il suo invito «a lottare contro ogni ingiustizia e miscredenza», la sua risposta «alla chiamata dei rifugiati», l’impegno per la promozione di «riconciliazione, ecumenismo e dialogo interreligioso». 

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19 ottobre 2019

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