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Pechino scommette sull’Europa

· Il premier cinese a Budapest per il meeting del Central Eastern Europe Countries ·

Il premier cinese Li (a sinistra) insieme  al primo ministro ungherese Orbán (Afp)

Il primo ministro cinese, Li Keqiang, è a Budapest per partecipare al sesto meeting dei capi di governo di Cina e del Central Eastern Europe Countries. Oltre all’annuncio dell’associazione interbancaria, il viaggio di Li si concentrerà sui temi del commercio, degli investimenti e della connessione infrastrutturale all’interno dell’iniziativa Belt and road, la cosiddetta “nuova via della seta” che è stata fortemente voluta dal presidente cinese, Xi Jinping, e di cui l’Ungheria sarebbe una stazione, con la costruzione della ferrovia ad alta velocità fra Belgrado e Budapest.

«Vogliamo collegare i due lati della terra eurasiatica» ha detto Li. «Speriamo — ha aggiunto — che i paesi dell’Europa centrale e orientale trovino spazio nelle importazioni cinesi sul vasto mercato». Oltre alla cooperazione tra Pechino e Budapest, Li intende anche rafforzare i rapporti tra la Cina e i sedici paesi dell’Europa centro-orientale. Il meccanismo Central Eastern Europe Countries unisce la Cina e undici paesi dell’Unione europea (Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), più altri cinque paesi che non fanno parte dell’Ue (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia). Secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, lo scorso anno la Cina ha avuto con tali paesi scambi per 58,7 miliardi di dollari, con una crescita dell’11 per cento rispetto al 2011. Prima di partire per Budapest, il premier cinese aveva sottolineato come il rapporto tra Pechino e i sedici paesi dell’Europa centrale e orientale possa «contribuire allo sviluppo equilibrato dell’Unione europea».

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13 novembre 2019

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