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Pechino ricorre alla Wto

· Contro i nuovi dazi annunciati dalla Casa Bianca ·

La Cina intende immediatamente fare ricorso contro gli Stati Uniti davanti all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) in merito alla legalità dei dazi decisi o proposti dall’amministrazione repubblicana guidata dal presidente Donald Trump. Lo afferma in una nota l’ambasciatore cinese presso la Wto, Zhang Xiangchen, secondo il quale le misure assunte dagli Stati Uniti sono «un’intenzionale ed evidente violazione dei principi fondamentali di non discriminazione».

Zhang ha lanciato gravi accuse nei confronti di Washington, attribuendo in particolare alla Casa Bianca una «ostinata distorsione dei fatti». L’ambasciatore cinese ha inoltre assicurato che Pechino provvederà a rispondere molto duramente colpendo numerosi prodotti statunitensi, che saranno oggetto di misure commerciali restrittive «equivalenti per scala e intensità».

Trump ha proposto ieri nuovi dazi del 25 per cento sulle importazioni di merci cinesi per un valore di circa cinquanta miliardi di dollari. L’Ufficio per il commercio statunitense ha pubblicato un elenco di oltre 1300 prodotti che saranno fortemente penalizzati. Tra questi figurano anche robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni. Il provvedimento è stato proposto a seguito della presunta violazione della proprietà intellettuale statunitense da parte di Pechino. Immediata la risposta della Cina che ha proposto dazi sull’import di 106 prodotti provenienti dagli Stati Uniti.

Le misure della Casa Bianca potranno entrare in vigore soltanto dopo un periodo di valutazione il cui limite è fissato al prossimo 11 maggio. I dazi rappresentano comunque un passo risoluto nel tentativo di contrastare quelle che Washington definisce «pratiche commerciali inique e ingiuste» da parte di diversi paesi, fra i quali la Cina.

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