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Pechino perde lo scettro del credito

· Il Giappone primo finanziatore degli Stati Uniti ·

La Cina non è più il primo finanziatore del debito statunitense. Pechino ha ridotto drasticamente gli investimenti nei titoli di Stato americani, i Treasury Bond . Un ribasso del 36 per cento, tanto da consentire al Giappone di effettuare il sorpasso e passare in testa alla classifica dei maggiori finanziatori di Washington. Nell’ultimo anno il Governo di Pechino aveva più volte espresso preoccupazione per la minore affidabilità dei bond americani a causa del forte deprezzamento del biglietto verde e della crescita esponenziale del deficit pubblico.

Da un rapporto pubblicato ieri dal dipartimento del Tesoro americano sull’afflusso di investimenti esteri emerge che nel mese di dicembre 2009 la Cina ha tagliato la propria quota di Treasury Bond portandola a 755,4 miliardi di dollari dai 789,6 miliardi di novembre. Il Giappone invece l’ha aumentata di 11,5 miliardi, facendo così salire la propria quota di 768,8 miliardi di dollari dai 757,3 del mese prima.

Da tempo Pechino manifestava un certo nervosismo, dicono gli esperti, ritenendo poco sicuri gli investimenti in bond americani, soprattutto nel timore di contraccolpi della crisi finanziaria. Tanto che a giugno scorso il segretario al Tesoro statunitense, Timothy Geithner, ha organizzato una missione in Cina per fugare i dubbi sulla sicurezza degli investimenti, promettendo il ritorno del deficit di bilancio «a livelli sostenibili». Il rischio di un disinteresse della Cina rappresenta per gli Stati Uniti una grave minaccia proprio nel momento in cui l’Amministrazione Obama punta a vendere un ammontare record di Treasury per finanziare i programmi di sostegno dell’economia in crisi e all'occupazione.

Con l’allentarsi della crisi finanziaria Pechino, come tanti altri Paesi, guarda a investimenti più redditizi rispetto agli asset americani. Gli investitori ufficiali esteri, di cui buona parte sono banche centrali, hanno venduto la quota di debito americano più consistente dal giugno 2005 e in particolare la Cina ha ceduto Treasury per 34,2 miliardi di dollari. Dai dati del dipartimento del Tesoro emerge poi che a dicembre la domanda di attività finanziarie a lungo termine denominate in dollari ha subito un marcato rallentamento scendendo a 63,3 miliardi di dollari dai 126,4 miliardi di novembre.

Il buon andamento del Giappone è stato confermato anche dai dati pubblicati oggi dall'Ocse. Il prodotto interno lordo (pil) dei Paesi che aderiscono all'organizzazione parigina ha segnato una contrazione del 3,4 per cento nel 2009. Si tratta del primo calo da quando è inziato questo tipo di statistica (1960). Crescono comunque il pil statunitense (più 1,4) e quello giapponese (più 1,1). Modesto rialzo per la zona euro, con un più o,1 per cento dopo il più 0,4 del trimestre precedente.

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