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Pechino e Pyongyang sempre più distanti

· In vigore le sanzioni sul nucleare ·

La Cina si allontana sempre di più dalla Corea del Nord. Pechino ha varato oggi un’altra lista di beni non esportabili verso Pyongyang, in linea con le sanzioni dell’Onu. Si tratta di materiali dal «potenziale duplice uso», civile e militare, caratterizzati da tecnologie che potrebbero aiutare Pyongyang a sviluppare armi nucleari, chimiche e biologiche, nonché missili funzionali allo scopo di attacco.

Il presidente cinese Xi Jinping (Ansa)

La prima vera svolta da parte della Cina, alleato storico di Pyongyang dall’accordo militare del 1961, si è avuta il 30 novembre scorso, quando ha sostenuto le sanzioni stabilite dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, permettendo che il voto contro la corsa alla proliferazione nucleare in Corea del Nord fosse unanime. Le disposizioni di oggi — contenute in una nota del ministero del commercio cinese — realizzano in parte le misure contenute nella risoluzione dell’Onu, la numero 2321. Quest’ultima intendeva dare un segnale forte, dopo che per la prima volta nel settembre 2016 Pyongyang aveva fatto detonare una testata atomica. A gennaio dello stesso anno c’erano stati altri test, proseguimento di quelli documentati nel 2006, 2009 e 2013. Oltre alle restrizioni commerciali ed economiche, il documento prevede anche l’inserimento in una “lista nera” di istituzioni e individui, tra cui alcuni ex diplomatici, coinvolti nei programmi missilistici e nucleari di Pyongyang. Viene inoltre proposta la riduzione di personale nelle missioni nordcoreane all’estero e del numero di conti bancari per ogni missione. Le disposizioni di Pechino appaiono anche — secondo molti osservatori — una replica alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Questi, nei giorni scorsi, aveva detto che la Cina «non fa pressione a sufficienza sullo storico alleato». 

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