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Pechino e Atene
fanno tremare Wall Street

· Scossoni nelle Borse dopo la svalutazione dello yuan e i dubbi sull’accordo greco ·

Borse europee in pesante rosso anche oggi, dopo la nuova svalutazione dello yuan decisa dalla Banca centrale cinese. Pechino non si è fermata al taglio del due per cento del tasso di riferimento nel rapporto tra la valuta della Repubblica popolare e il dollaro, che ieri aveva scosso i mercati: ventiquattro ore dopo lo ha ulteriormente abbassato di un altro 1,6 per cento. 

Nelle ultime ore i listini europei hanno aumentato le perdite, lasciando sul terreno in media due punti percentuali. A Milano il Ftse All Share cede il 2,05 per cento e il Ftse Mib il 2,1 per cento. Parigi lascia sul terreno il 2,4 e Francoforte il 2,25, mentre Londra limita i danni con un meno 1,6 per cento.
Sul mercato dei cambi, il dollaro tenta di riconquistare posizioni ed è scambiato a 1,1093 per un euro (1,1042 ieri in chiusura). La moneta unica europea vale anche 138,28 yen (138,15), mentre il rapporto tra dollaro e yen è a 124,67 (125,12). In calo, infine, il prezzo del petrolio, che cede lo 0,65 per cento a 42,80 dollari al barile. La seconda svalutazione consecutiva dello yuan si è fatta sentire anche sulle Borse cinesi. Shanghai ha chiuso la seduta in ribasso dell’1,06 per cento, mentre Shenzhen ha perso l’1,54 per cento.

Come molti fanno notare, per inquadrare meglio la mossa di Pechino bisogna guardare anche all’Europa e alla crisi greca. Il vecchio continente è infatti uno dei principali partner commerciali del Dragone.

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17 ottobre 2019

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