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​Pechino conferma
l’impegno sul clima

· ​Rispetto «al cento per cento» degli accordi di Parigi ·

La Cina conferma tutti gli impegni presi sul clima e il rispetto «al cento per cento» dell’accordo di Parigi del 2015. A meno di ventiquattro ore dall’ordine del presidente statunitense, Donald J. Trump, con cui si è sancito il ritorno al carbone, il ministero degli esteri cinese ha definito il riscaldamento climatico «una sfida di fronte a tutto il genere umano». In un incontro con la stampa, il portavoce del ministero degli esteri Lu Kang ha detto: «Non importa come cambiano le politiche di altri paesi sul cambiamento climatico; come grande paese responsabile in via di sviluppo, l’impegno, gli scopi e la politica della Cina nel trattare il cambiamento climatico non cambieranno». Lu ha poi chiesto a tutte le nazioni rappresentate alla conferenza sul clima di Parigi di «muoversi al passo con i tempi, cogliere le opportunità e mantenere le promesse» dell’accordo del dicembre 2015. Pechino «promette di mantenere i suoi obblighi al cento per cento» ha sottolineato Lu in conferenza stampa. Gli Stati Uniti, dopo Pechino, sono i secondi produttori di gas serra nel mondo. A detta degli analisti, l’ordine di Trump non chiarisce se Washington abbia l’intenzione o meno di ritirarsi del tutto dalla Cop 21 per le posizioni diverse nella stessa amministrazione. Gli Stati Uniti si sono assunti l’onere di tagliare i gas serra del 26-28 per cento entro il 2025 sui livelli del 2005. La Cina ha invece promesso la brusca correzione sull’uso del carbone, tra i fattori più inquinanti e di generazione di anidride carbonica. Diverse centrali a carbone sono state chiuse negli ultimi mesi. Il cammino negoziale sul clima — tra i temi che più hanno avvicinato Pechino e Washington negli ultimi anni — ha raggiunto il suo momento chiave nella firma di entrambi in calce all’accordo storico a margine del summit g20 di Hangzhou, a settembre 2016, sotto lo sguardo dell’ex segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.

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18 luglio 2018

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