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Pechino chiude le aziende nordcoreane

· ​In osservanza alle sanzioni approvate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu ·

 Dopo la stretta sulle esportazioni di petrolio e il blocco alle importazioni di tessile, Pechino vara a distanza di pochi giorni un altro pesante affondo contro la Corea del Nord, ordinando alle società e alle joint venture a capitale misto operative in Cina, e legate a Pyongyang, di chiudere le attività nei prossimi 120 giorni.

Lo ha reso noto ieri il ministero del commercio cinese in una nota sul proprio sito web, in osservanza alle sanzioni approvate il 12 settembre dal Consiglio di sicurezza dell’Onu dopo l’ultimo test nucleare nordcoreano, compiuto dal regime comunista di Pyongyang il 3 settembre scorso. La decisione, indica il dicastero, «è parte degli sforzi per aumentare il pressing su Pyongyang in merito ai programmi nucleari e missilistici». Interessate dalla misura anche le aziende cinesi all’estero in joint venture con gruppi nordcoreani, anche se, in questo caso, non è stata ancora fissata una data limite precisa.

Sabato scorso, il ministero del commercio cinese aveva annunciato limitazioni alle esportazioni verso Pyongyang di prodotti petroliferi raffinati, che, a partire dal primo ottobre non potranno superare i due milioni i barili all’anno, e ha vietato le importazioni di prodotti tessili dalla Corea del Nord.

La decisione cinese, indicano gli analisti, appare un segnale rivolto agli Stati Uniti e all’imminente visita del segretario di stato americano, Rex Tillerson che a Pechino avrà un’agenda dei lavori tarata soprattutto sulla Corea del Nord sulla preparazione del viaggio in Cina, a novembre, del presidente, Donald Trump, con i nodi connessi del commercio e del dossier sugli investimenti. Tillerson sarà nella capitale cinese il 30 settembre (per il dipartimento di stato americano la visita è dal 28 settembre all’1 ottobre) su invito del ministro degli esteri cinese, Wang Yi.

L’adesione di Pechino alle sanzioni dell’Onu è stata ieri commentata da fonti del governo. La Cina, ha detto ieri in conferenza stampa il portavoce del ministero della difesa, Wu Qian, ha compiuto «sforzi enormi» per risolvere la questione del nucleare nordcoreano, ma il nodo del problema —ha precisato — «è il conflitto esistente tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti».

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14 novembre 2019

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