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Pechino
chiede a Washington
di porre fine alle sanzioni
contro Teheran

· Mentre Trump vede progressi nei colloqui con l’Iran ·

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tende la mano a Teheran, affermando prima di una riunione governativa alla Casa Bianca che intende «lavorare con l’Iran, non cercare un cambio di regime». «Sono stati fatti molti progressi con l’Iran», ha aggiunto senza entrare nei dettagli.

L’ayatollah Ali Khamenei durante una cerimonia ieri a Teheran (Epa)

Nella stessa riunione, il segretario di stato americano, Mike Pompeo, ha detto che «per la prima volta gli iraniani si sono detti pronti a negoziare sul loro programma missilistico». «Ma non possono avere un’arma nucleare», ha precisato.

Riguardo proprio al nucleare, la Cina ha invitato gli Stati Uniti ad abbandonare la decisione di esercitare pressione sull’Iran e di lavorare invece per risolvere la questione con Teheran attraverso la diplomazia. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang. Parlando con i giornalisti, Geng ha detto che gli Stati Uniti, in quanto «causa determinante delle attuali tensioni», devono affrontare le preoccupazioni della maggior parte della comunità internazionale. Gli Stati Uniti, ha indicato Geng, devono cessare «di esercitare la massima pressione sull’Iran, evitare di ostacolare l’implementazione dell’accordo e creare le condizioni per una soluzione politica e diplomatica alla questione nucleare iraniana».

Il mantenimento dell’accordo sul nucleare Jcpoa del 2015, dal quale gli Stati Uniti si sono tirati fuori un anno fa, è stato uno dei temi principali dell’incontro del Consiglio degli Affari Esteri dell’Unione europea, tenuto ieri a Bruxelles. L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha dichiarato che il Jcpoa è tuttora realizzabile e non ha alternative, e che l’Ue si impegna a mantenerlo e attuarlo, esortando l’Iran a riprendere la piena implementazione dell’accordo.

Citato dall’agenzia Isna, il primo vicepresidente iraniano, Eshaq Jahangiri, ha detto che «se volessimo, ci basterebbero poche ore per adempiere a tutti i nostri obblighi sul nucleare». «Ma — ha aggiunto — nella situazione attuale, gli europei dovrebbero chiedere agli Stati Uniti di porre fine alle sanzioni tiranniche contro l’Iran, invece di avere colloqui con noi chiedendoci di tornare all’accordo sul nucleare».

La situazione nel Golfo rimane tesa. L’Iran ha infatti rimorchiato oggi in un suo porto una petroliera degli Emirati Arabi Uniti che transitava per lo Stretto di Hormuz. L’agenzia Irna, citando un portavoce del governo iraniano, ha riferito che la nave era in panne. Tuttavia, sia gli Stati Uniti che gli Emirati hanno precisato che la petroliera aveva perso il contatto con l’armatore da sabato notte. Una fonte della Difesa statunitense ha detto all’Associated Press di «sospettare» che l’Iran abbia sequestrato la nave.

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